"Il contributo che le donne hanno fornito e forniscono alla Sanità italiana nel suo complesso è determinante. Le donne impiegate nel Servizio sanitario Nazionale nel 2009 hanno raggiunto il 63% circa, anche se solo il 18% ricopre posizioni apicali". Lo ha detto il Ministro della Salute Ferruccio Fazio intervenendo, insieme al Sottosegretario On. Francesca Martini, alla prima Conferenza nazionale “Il ruolo delle donne nell’evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale. Da Maria Montessori ai giorni nostri”, tenutasi a Roma, sella sede ministeriale di Via Ribotta, in occasione dell'8 marzo.
Nel corso della Conferenza, organizzata dalla Direzione Generale della Comunicazione e Relazioni Istituzionali e dall'Ufficio stampa, è stata presentata la prima indagine conoscitiva, promossa dal Ministero e realizzata dalla Fondazione LABOS, sul fenomeno della femminilizzazione della Sanità in Italia, che ha rilevato il trend degli anni 2001-2009 ed ha fatto conoscere, attraverso delle interviste, le esperienze e le storie di vita di alcune donne della Sanità che rivestono posizioni di coordinamento e di vertice.
Scopo dell’iniziativa, quello di quantificare e comprendere quali sono le caratteristiche della crescente presenza delle donne nelle strutture della Sanità e quali potranno essere gli scenari futuri nell’ambito della salute in Italia ed in Europa.
"Ricordo che una donna italiana, Rita Levi Montalcini, ha ottenuto il Premio Nobel per la medicina per i suoi importantissimi studi sulle cellule nervose e che Maria Montessoriè nota in tutto il mondo per i suoi studi sulla psichiatria. Sulla scia di queste illustri pioniere sono molte le donne ricercatrici italiane che si stanno facendo onore nel nostroPaese e nel mondo" ha continuato il Ministro Fazio. E ancora: "E’ positivo, come indica la nostra indagine, che tra il 2001 e il 2009 il numero delle donne medico sia aumentato dal 30% al 37% e che le donne si stiano facendo strada anche in specialità considerate tradizionalmente maschili come chirurgia e radiologia. Nell’indagine mi ha favorevolmente colpito che buona parte delle intervistate sostieneche l’atout delle donne in sanità non è comportarsi come i maschi, ma applicare alla medicina le proprie caratteristiche specifiche come la tenacia, l’intuito, la capacità direlazione. Forse sono ancora poche le donne primario negli ospedali, docenti nelle Facoltà di medicina e dirigenti nel Servizio sanitario nazionale. E’ una lacuna che tuttiinsieme dobbiamo impegnarci a colmare e a questo scopo, come ha annunciato il Sottosegretario Martini, istituiremo al Ministero un Tavolo di monitoraggio che avrà anche ilcompito di applicare alle professioni sanitarie l’importantissimo accordo raggiunto ieri sera al Ministero del Lavoro per iniziativa del Ministro Sacconi sulla conciliazione tralavoro e famiglia che punta ad introdurre in tutti i livelli di contrattazione forme di flessibilità, come orari rimodulati, forme di telelavoro, lavori a tempo parziale, nuove forme dicongedi parentali, per conciliare i tempi di vita e i tempi di lavoro delle donne. E’ un accordo che rappresenta una vera pietra miliare per favorire la piena partecipazione delledonne al mercato del lavoro: un altro importante risultato concreto di questo Governo”.
La Conferenza, iniziata con la proiezione di un breve video sulla vita di Maria Montessori, è stata aperta dal Sottosegretario alla Salute On. Francesca Martini che ha sottolineato: “Le donne rappresentano ormai da molti anni la maggioranza del personale impiegato nel Servizio Sanitario Nazionale e dall’800, quando le prime donne si laurearono in medicina, la sanità italiana ha goduto incessantemente dell’apporto del mondo femminile. A fronte di questo però solo poco più del 18% delle donne raggiunge ruoli apicali nel servizio sanitario nazionale e solo 1 su 10 è dirigente medico di struttura complessa (ex primario). Ho fortemente voluto, in accordo con il Ministro Fazio, che il Ministero della Salute, nella giornata della donna, riconoscesse il loro ruolo fondamentale e con la prima Conferenza nazionale della storia della Repubblica dedicata a questo tema abbiamo aperto una riflessione seria e approfondita focalizzando i traguardi raggiunti, ma anche affrontando le criticità emergenti e abbiamo delineato un percorso volto a valorizzare per il futuro le competenze e le qualità intrinseche delle donne che tutti i giorni danno il loro apporto affinché la sanità italiana possa mantenere e incrementare la propria eccellenza. Oggi, con questa Conferenza, abbiamo avviato un percorso storico che proseguirà nel tempo. Istituiremo infatti al Ministero un Tavolo di monitoraggio permanente sulla presenza delle donne nel servizio sanitario nazionale, in cui verrà dato particolare rilievo ai loro sviluppi di carriera. Ci proponiamo inoltre di fornire ai due Rami del Parlamento una Relazione annuale con dati aggiornati che sarà un prezioso strumento di lavoro, di osservazione e di riflessione sia per le Commissioni parlamentari competenti che per tutti i parlamentari, tenendo conto che l’obiettivo prioritario è diffondere una cultura della crescita professionale sul territorio coinvolgendo le Regioni in questo percorso fondamentale".
A seguire una tavola rotonda, moderata dal giornalista RAI Franco Di Mare, in cui sono intervenute donne che a vario titolo ricoprono ruoli rappresentativi nel Servizio sanitario nazionale e che hanno raccontato la propria esperienza e le difficiltà incontrate nel loro percorso legate al genere, e a seguire ci sono state testimonianze dal mondo del volontariato e dell’associazionismo. In chiusura un dibattito al quale hanno partecipato i rappresentanti di Fnomceo, Fimmg, Fimp, Anaao, Cimo e Sumai.
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