venerdì 21 gennaio 2011

Quando si beve fino allo sballo

articolcolo scritto su Controsenso il 19 gennaio 2011

Dilaga tra i giovani in Basilicata la moda del binge drinking, una pratica dagli effetti devastanti.

Per i consumi giornalieri di alcol la regione si colloca al settimo posto in Italia. E non funziona la legge che vieta la vendita ai ragazzini.

E’ un argomento di preoccupante importanza ma mai abbastanza approfondito quello che riguarda il consumo di alcol tra i giovani.

E lo è maggiormente se si prendono in considerazione i dati che ci vengono forniti sia dall’Oms che dall’Istat in materia di consumo tra i giovani, nella nostra regione.

La Basilicata è al tredicesimo posto, per consumo annuo di alcolici da parte di ragazzi dagli undici anni in su, secondo la lettura dei dati contenuti nell’ultima relazione disponibile, riferita al biennio 2005/2006, del Ministero della Salute al Parlamento.

Per quanto riguarda invece i consumi giornalieri, e sempre secondo la relazione stilata dal ministero della Salute, la Basilicata si attesta al settimo posto con una percentuale del 34 virgola 7 percento.

La ricerca evidenzia che oltre il 17% degli under 15 ha consumato almeno una bevanda alcolica nel 2008, in particolare il 19,7% dei maschi e il 15,3 delle femmine, mentre già a partire dai 18-19enni i valori di consumo sono prossimi alla media della popolazione, cioè il 74,7% dei maschi e il 58% delle donne.

Con una nuova tendenza:quella del binge drinking, del bere per lo sballo, sempre più diffusa come lo sono le occasioni di consumo, lontano dai pasti: a rischio sono soprattutto i più giovani e le donne il cui consumo di alcolici è aumentato del 23,6% negli ultimi 10 anni.

I giovani di 18-24 anni rappresentano il segmento di popolazione, dopo gli anziani, in cui la diffusione di comportamenti a rischio è più alta. In tal senso, l’OMS raccomanda la totale astensione dal consumo di alcol fino ai 15 anni. Per questo motivo, per i minori di 11-15 anni viene considerato come comportamento a rischio già il consumo di una sola bevanda alcolica durante l'anno. In quest'ottica, le quote di popolazione a rischio sono molto rilevanti e con differenze di genere meno evidenti che nel resto della popolazione: 19,7% dei maschi e 15,3% delle femmine. Anche tra i ragazzi di 16-17 anni il quadro della diffusione di comportamenti di consumo a rischio è piuttosto critico: 14,9% dei ragazzi e 6,8% delle ragazze ne dichiara almeno uno. Inoltre, già a questa età il binge drinking raggiunge livelli prossimi a quelli medi della popolazione: rispettivamente 10,6% per i maschi e 3,9% per le ragazze. L'abitudine al consumo non moderato di bevande alcoliche da parte dei genitori, inoltre, sembra influenzare il comportamento dei figli. Infatti, è potenzialmente a rischio il 22,7% dei ragazzi di 11-17 anni che vivono in famiglie dove almeno un genitore adotta comportamenti a rischio nel consumo di bevande alcoliche. Tale quota, invece, scende al 15% tra i giovani che vivono con genitori che non bevono o che comunque bevono in maniera moderata.

Questi i dati ufficiali che nonostante la vigente normativa sul divieto di somministrazione ai minori di 16 anni, sicuramente non lasciano dubbi.

Una maggiore sensibilizzazione e delle campagne educazionali rivolte a genitori ed educatori potrebbero, sempre secondo il ministero della Salute, ridurre il livello dei consumi giovanili e ritardare l’età del primo approccio con le bevande alcoliche.

Antonella Melillo

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