venerdì 4 febbraio 2011

La parola che ti manca


Colpisce circa l’8% dei bambini in età prescolare, mentre in età scolare la percentuale scende fino al 2%: una differenza del 6% che non scompare, anzi generalmente evolve fino ai 14 anni dando vita a disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) e, in misura minore, in disturbi dell’affettività e della condotta: sono i dati sui disturbi specifici del linguaggio (DSL).

I DSA rappresentano le difficoltà di molti bambini in età evolutiva a imparare a leggere, scrivere e a fare i conti in assenza di deficit cognitivi, sensoriali e psicologici. I DSA, quindi, non sono una “malattia”, ma un disturbo che, se non riconosciuto e trattato, può comportare un impatto negativo per l’autostima e la qualità della vita scolastica e familiare del bambino. Tra i DSA la dislessia assume un ruolo fondamentale perché è il più ‘invalidante’ e anche il più visibile, in quanto caratterizzato da difficoltà a effettuare una lettura rapida e/o accurata. Questo problema è inatteso in rapporto alle altre abilità cognitive, in quanto l`intelligenza è integra, e non è spiegabile in termini di inadeguata istruzione scolastica, o dalla presenza di deficit visivi o neurologici.
Ogni genitore può notare difficoltà di apprendimento del bambino già nel primo anno di scuola. Già dopo pochi mesi è infatti riscontrabile un’incapacità di riconoscimento delle lettere, lentezza eccessiva nella lettura, molti errori nella scrittura. La diagnosi di dislessia avviene generalmente in seconda elementare, ma alcuni interventi sulla fonologia e codifica scritta dei suoni alfabetici e sulla loro analisi visiva si possono già svolgere a metà anno della prima classe. Interventi precoci di questo tipo rendono automatici e più veloci i processi di apprendimento. Viceversa, in presenza di disturbo diagnosticato in seconda elementare o più tardi, il trattamento riabilitativo è immediatamente necessario.
Le ripercussioni psicologiche e sociali, quindi non solo scolastiche, possono essere molte.

Quelle psicologiche più frequenti sono un basso livello di autostima, un alto grado di frustrazione, un senso di inadeguatezza personale e sociale ed anche una scarsa motivazione al cambiamento. A livello scolastico, in assenza di un intervento precoce, le conseguenze più rilevanti possono andare dalla difficoltà di accesso ai saperi minimi previsti dal programma ministeriale a veri e propri fenomeni di inadeguatezza sociale, sino ad arrivare al fenomeno della dispersione scolastica e allo scarso successo nel mondo del lavoro, come più volte segnalato dal Ministero dell’Istruzione.
Tra i DSA, la dislessia assume un ruolo fondamentale perché è il più ‘invalidante’ e poco conosciuto. Il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacita e le sue energie, poiché non può farlo in maniera automatica e perciò si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro, non impara. “Questo disturbo – spiega Cristiano Termine, membro del direttivo nazionale dell’Associazione Italiana Dislessia (AID) – interessa il 4% della popolazione generale con una lieve prevalenza per il sesso maschile. L’assistenza, ovvero la diagnosi e il trattamento della dislessia, avviene nell`ambito dei servizi dedicati all’età evolutiva (o nelle Unità Operative di Neuropsichiatria Infantile), presenti in tutte le Aziende Sanitarie. La principale fonte di sostegno alle famiglie e ai dislessici è rappresentata dall`Associazione Italiana Dislessia, che riunisce genitori, dislessici adulti, tecnici (neuropsichiatri infantili, psicologi, logopedisti) ed insegnanti, ovvero tutte le figure che sono direttamente implicate nella presa in carico delle problematiche della dislessia".

Organizzato a seguito dell'entrata in vigore della legge 170 del 2010 sui Disturbi specifici per l'apprendimento, il convegno tenutosi a Matera lo scorso 26 gennaio su iniziativa dell’AID Matera e sostenuta dai Lions Club “Matera Host”, Lions Club Policoro,"Dislessia punto a capo, per comprendere e progettare un nuovo inizio", è stato un importante momento di discussione collettiva, per far meglio comprendere il fenomeno dislessia, le sue problematiche e cominciare al contempo a discutere delle novità normative e del ruolo riservato agli insegnati nella diagnosi e cura del disturbo.

La legge 170/2010 prevede un ruolo attivo degli insegnanti nell'individuare precocemente il rischio. Inoltre, secondo la nuova normativa, gli insegnanti sono chiamati a comunicare l'esistenza del disturbo alle famiglie e a introdurre gli appositi strumenti compensativi e dispensativi. L'incontro è stato l’occasione per discutere anche di come favorire un dialogo costruttivo sulle prospettive applicative della legge, in vista della prossima realizzazione dei decreti attuativi.

La partecipazione del mondo associazionistico, scolastico, sanitario ed istituzionale ha dimostrato quanto il problema dislessia interessi tutta la società come afferma la Pres. AID Matera,Cristina Corazza:” il coinvolgimento e la partecipazione attenta e numerosa al convegno è il dato più significativo ed eclatante da evidenziare. Un Auditorium gremito di gente interessata soprattutto a comprendere le problematiche che investono il mondo della dislessia e come cambia a livello legislativo il modo di intervenire sul disagio psicologico e sociale del dislessico.

Riscontri positivi sono giunti soprattutto dal mondo degli insegnanti, che hanno richiesto alla nostra associazione momenti di alta formazione per acquisire strumenti e tecniche per agevolare l’apprendimento dei soggetti interessati da questa patologia. Un altro dato che mi piace sottolineare, è anche la maggiore collaborazione ed interesse mostrata dalle istituzioni, nelle persone dell’Assessore Regionale della Sanità, Attilio Martorano e quello dell’Assessore Regionale alla Formazione e Lavoro, Rosa Mastrosimone.”

“Aldilà della soddisfazione data dalla riuscita del Convegno, c’è ancora molto da fare”-continua la Corazza, sottolineando come” in regione e soprattutto nella nostra provincia, non si hanno dei dati precisi che possano darci una più chiara lettura del fenomeno Dislessia. In questo senso dei dati interessanti ci vengono forniti dall’Ufficio Scolastico Provinciale e dell’Asm, ma non offrono una reale cognizione. Pertanto, la legge appena approvata sia a livello Nazionale che regionale, ci consente di iniziare un primo censimento della problematica e di progettare nuovi strumenti per affrontare la dislessia”

Perché come dichiarato in sede di convegno Giacomo Stella, fondatore AID e promotore della legge,”Uno dei problemi della dislessia è quello di vincere lo scetticismo della gente”.

E dall’AID di Matera, preannunciano che un altro convegno, in collaborazione con l’ASM, è in programma per il 5 marzo p.v.

Perché l’informazione e la formazione sono i primi strumenti e forse tra i più efficaci per conoscere ed affrontare lo scetticismo imperante.

articolo apparso su Controsenso del 2 febbraio 2011

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