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venerdì 11 febbraio 2011

Prevenzione dei tumori:necessario colmare il gap tra nord e sud. Basilicata:la grande malata d’Italia.


Si è parlato di screening e di malattie che affliggono una numerosa fetta della popolazione lucana, venerdì scorso a Matera al convegno organizzato dalla LILT(Lega Italiana Lotta Tumori), dal titolo:”Si scrive screening si legge prevenzione tumori”, presso l’Auditorium “R. Gervasio”.

Numerosa ed attenta la partecipazione e di rilievo il parteur dei relatori:dal Pres. Naz. LILT, Francesco Schittulli a quello regionale Virgilio paradiso per ciò che concerne ”l’associazione che da anni costituisce il braccio operativo del Ministero della Salute per il suo impegno nella prevenzione”-come ha dichiarato lo stesso Schittulli.

Al tavolo erano presenti rappresentanti del mondo del volontariato (oltre alla LILT anche il Pres. Reg. AVIS Genesio de Stefano),istituzionale- l’Ass.Reg.Sanità, Attilio Martorano ed Antonio Federici, della direzione generale di prevenzione sanitaria del Ministero della salute, ed infine, anche rappresentanti della sanità lucana come Vincenzo Barile (Resp.Screening alla mammella),Rocco Maglietta (Dir.CROB Rionero)ed Angelo Sigillito (Resp.screening colon retto).

Un convegno che ha segnato un ulteriore passo in avanti nella lotta e nell’informazione sulla malattia del secolo, che di numerose vittime è troppo spesso sempre più causa nella nostra regione e in tutte le aree territoriali in cui è suddivisa.

Nel giugno 2010, infatti,sul mensile TERRA, è apparsa un’indagine effettuata dal responsabile OLA Pietro Dommarco, nella quale appaiono dei dati davvero poco entusiasmanti circa le tipologie tumorali e la loro incidenza diversificata nelle varie aree della nostra regione.(vedi BOX).

E sempre sulla stessa scia, un’altra relazione interessante effettuata dalla giornalista Maria Ingrosso circa le “malattie oncologiche” rilevava “un’allarmante aumento delle patologie tumorali in Italia”,con riferimento a dati ricavati dal Registri regionali dei tumori e dall’Istat.

Quanto è emerso è preoccupante:si registra, infatti, dal 1970 al 2010, una diminuzione dell’incidenza dei tumori sulla popolazione italiana che è in netta contraddizione con la tendenza lucana. Nel senso che, mentre nel resto d’Italia e nelle regioni a noi limitrofe, si registra una diminuzione anche di casi di morte dovuti a malattie tumorali, in Basilicata avviene il contrario.

I fattori che influenzano queste patologie sono molteplici:cattiva alimentazione, cattivo stile di vita o ancora cattiva condizione ambientale.

Come ridurre questo preoccupante problema? Sicuramente, per ridurre l’incidenza dei tumori nell’ ”isola felix” lucana è importante una buona prevenzione. La Regione Basilicata, dal 1991 porta avanti una campagna gratuita di prevenzione con pap-test a cui sono sottoposte donne oltre i 30 anni e mammografie per donne oltre i 50 anni da effettuarsi presso le strutture pubblica.

Un’importante iniziativa che affianca altri 2 fondamentali protocolli d’intesa sottoscritti dalla LILT regionale con la Regione Basilicata e con l’AVIS regionale. La collaborazione tra le istituzioni e il mondo del volontariato sembra quindi dimostrarsi un punto di forza nella lotta ai tumori, così come dichiarato dall’Assessore Regionale Attilio Martorano che ha sottolineato la necessità di investire nel sistema di rete rappresentato dall’associazionismo: “ Abbiamo fatto molto in questi anni e possiamo migliorare implementando l’azione corale, come dimostra il protocollo firmato con la LILT .” Mentre il presidente regionale dell’Avis Genesio De Stefano precisa che: “ Serve una nuova cultura della solidarietà in una rete fatta di consapevolezza e di reciprocità”.

Da tutto ciò si nota che vi è la necessità e si avverte l’importanza di un vero percorso culturale in direzione di una sempre maggior diffusione degli strumenti di prevenzione e di rafforzare la collaborazione tra gli attori del mondo sociale e istituzionale. L’obiettivo comune è che l’attuale tendenza di crescita delle patologie tumorali in Basilicata, a differenza di molte altre regioni italiane, possa essere invertita e come dichiarato dal presidente nazionale della LILT, Schettini” il gap che divide il nord e il sud possa essere colmato”. Ma questa volta il federalismo c’entra poco.

TIPOLOGIE TUMORALI IN BASILICATA

Secondo l’inchiesta del mensile Terra

Di Pietro Dommarco

Lagonegrese e area Sud

incremento di tutte le forme di cancro

sia per i maschi che per le femmine

Metapontino

Aumento tumori tiroidei

abbassamento notevole dell’età dei pazienti

Basso Sinni

tumore alla mammella

+46.9

Collina Materana

tumore al colon

+20.8

uomini

Basso Basento Melandro

tumore al colon

donne

l’Alto, il Medio Basento ed il territorio del Bradano

tumore alla prostata

+42.2

Vulture

tumore alla prostata

+84.2

Area Basentana

-linfoma non -Hodgking leucemia mieloide

+28.7 per i maschi,

+5 per le femmine

tra i 40 e i 70 anni

Val d’Agri

Val Camastra

leucemia mieloide non ereditaria

aumenti medi pari a 10.3.

Viggiano,

Vulture, Meandro,

Val Sarmento

tumore al pancreas

+16,

+15,

+17.1,

+8.5,

+4.6


da Controsenso del 9 febbraio 2011

mercoledì 26 gennaio 2011

Ucciso dal male cui aveva dedicato la vita

articolo del 26 gennaio-Controsenso-

Il Dott.Ricciuti, Presidente dell'AIL stroncato da una leucemia fulminante.
Il lutto del volontariato.

Attestati di stima e di cordoglio da parte del mondo istituzionale, sanitario e del volontariato sono giunti appena la notizia della scomparsa del Dott. Francesco Ricciuti,è stata diramata.

Si è spento il 18 gennaio scorso, a Milano, dove stava combattendo contro il male che per tanti altri aveva imparato a contrastare.

Ematologo, ricercatore ed uomo impegnato nel mondo del volontariato-fondatore nel 1995 dell’Associazione Italiana Leucemia sezione di Potenza - ha rappresentato un grande punto di riferimento per la sanità lucana e non solo.

Da attento interlocutore nella discussione sul piano sanitario regionale del 1997, come pure la sua prestigiosa attività di medico e ricercatore all’ospedale San Carlo di Potenza, aveva ben compreso la necessità di rendere il servizio sanitario più efficace attraverso la collaborazione sinergica tra il mondo sanitario e quello del volontariato.

Con la sua direzione di consulente scientifico e con la collaborazione di medici specializzati ed infermieri professionali, l’AIL iniziò a svolgere il servizio di assistenza domiciliare gratuita per gli omeopatici residenti non solo nel capoluogo potentino ma anche nei paesi della provincia.

Da allora, l’obiettivo di favorire il miglioramento dei servizi e dell’assistenza socio-sanitaria ai pazienti potentini promosso dall’associazione ,ha ampliato il proprio campo di azione offrendo sostegno anche ad ammalati provenienti da paesi esteri quali Albania, Iraq, Eritrea.

Ma non solo: con l’istituzione della Casa AIL, l’associazione ospita gratuitamente i familiari degli ammalati ricoverati presso l'Ematologia dell'Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza, offrendo un’opportunità a tante famiglie che hanno trovato un sostegno certo.

In tal senso, la mission dell’associazione si è rivelata interessante e di forte sostegno sociale in quanto la collaborazione tra le due realtà, quella del volontariato e quella sanitaria ha fatto si che ci fosse un’ efficace interazione tra i modus operandi e agendi delle stesse.

Infatti,l’AIL Potenza, facendosi carico delle necessità degli ammalati, ha acquistato e installato gli impianti necessari per realizzare 4 camere sterili necessarie per l’autotrapianto di midollo osseo, mettendo a disposizione dell’Azienda Ospedaliera S. Carlo una cospicua somma di denaro al fine di rendere efficace e continuativa l’offerta al paziente.

Inoltre,precedentemente, l’AIL aveva donato alla Divisione di Ematologia macchine ed attrezzature per effettuare il medesimo tipo di trapianto.
tutto questo inserito in un progetto più ampio dove l’assicurare una formazione di alto profilo medico scientifico agli operatori sanitari, era, come poi si è rivelato essere, un importante passo in avanti nella ricerca delle cure per i malati leucemici.

L’evoluzione del progetto ha poi trovato riscontro in quella che è stata la scelta concertata dall’Azienda Ospedaliera e dall’AIL, di avviare un gemellaggio con l’Istituto di Ematologia dell’Università degli Studi di Perugia.,senza dimenticare l’importante supporto psicologico ai pazienti in trattamento ed ai loro familiari. Dal 2002, l’AIL Potenza, avvalendosi della collaborazione di una psicologa, assicura un valido supporto psicologico agli ammalati e alle loro famiglie, soprattutto laddove sono presenti sintomi di particolare fragilità e vulnerabilità. L’assistenza psicologica viene offerta presso l’U.O. di Ematologia dell’Ospedale San Carlo di Potenza, presso la Casa AIL e a domicilio dei pazienti e dei familiari a Potenza e in tutti i paesi della provincia. Inoltre dal marzo 2005 è attiva una convenzione con l’Università La Sapienza di Roma, per lo svolgimento del tirocinio dei laureati in psicologia.

Tutto questo, fino a qualche giorno fa , grazie anche al supporto e alla grande umanità e professionalità del Prof. Ricciuti, testimone di vita e di professionalità al servizio della gente

Un anno all’insegna del “Sangue Donato”: il volontariato oltre se stesso.

articolo del 5 gennaio 2011-Controsenso-


La solidarietà è ovunque”: è lo slogan con il quale la Fidas di Bernalda e Metaponto ha salutato l’anno appena concluso e quello che è appena entrato.

E lo ha fatto attraverso una partecipata donazione di plasmaferesi nel dicembre scorso e con la 3° edizione del trofeo Metabos, importante manifestazione interregionale di Cyclocross organizzata in collaborazione con la Soprintendenza dei Beni Culturali, l’associazione sportiva re-Cycling di Bernalda e quelle ciclistiche di Puglia e Basilicata, il tutto in una cornice davvero suggestiva qual è quella offerta dalla collinetta artificiale che circonda il Museo di Metaponto.Quasi a ricordare le radici di questa parte di regione che affondano nella più antica storia dei tempi e dei giochi della Magna Grecia.

Una gara che ha visto le diverse associazioni di ciclo sport, coinvolte per una tre giorni in un programma fatto di visite guidate al Museo di Metaponto e ai Sassi di Matera, unite alla donazione di sangue nella sede della Fidas di Metaponto.

Un connubio in cui sempre più la Fidas crede e scommette, puntando sul territorio e sulla società tutta perché il messaggio della donazione del sangue venga da tutti recepito come bene comune e di indispensabile valore collettivo.

E lo dimostrano il numero delle manifestazioni e delle donazioni che hanno caratterizzato questi 16 anni di associazionismo.”Constato con orgoglio che abbiamo registrato un incremento del 10% di donazioni di sangue rispetto all’anno scorso e del 15 % di plasma;-afferma il Presidente Regionale Fidas, Paolo Ettorre - il tutto, maggiormente, se si considera l’importante lavoro di rete e collaborazione con tutti gli attori del territorio, a partire dalla istituzioni fino alle altre associazioni che condividono con noi il grande valore del dono volontario.

E’ grazie ai tanti donatori che fanno parte della nostra associazione, che siamo anche riusciti con grande orgoglio a sopperire alla mancanza di autosufficienza di sangue di cui, regioni come il Lazio, ad esempio,soffrono. Infatti, la Basilicata cede per compensazione circa 4000 sacche di sangue all’anno al Lazio e, una grande parte di queste sacche ci vengono fornite proprio da quelle che sono le sedi più attive della nostra provincia come ad esempio Metaponto, Bernalda, Salandra Grassano ed Irsina.

E se si tiene conto che la nostra associazione, vede un numero sempre più crescente di volontari impegnati ad aprire una sede associativa lì dove non esiste, questo si che è un grande motivo di fierezza per tutta la collettività lucana.”

Ne è un esempio la neonata associazione “Give Life”, la federata Fidas di Scanzano Jonico che, alla sua prima giornata di dicembre, ha registrato un alto numero di donazioni, e conta di coinvolgere sempre più volontari.

In effetti, se da una parte la politica e la società sembrano non accorgersi della ricchezza data dall’attivismo dei volontari , dall’altra vi è una grande realtà che in maniera silenziosa si adopera per mantenere alti quei valori di solidarietà e di civiltà tipici del popolo italiano.

Ed è in tal senso che le reti di volontariato che si sono formalizzate e nelle quali la Fidas ne è parte integrante, trovano terreno fertile per operare secondo la propria mission associativa orientando la propria azione verso i bisogni collettivi. Perchè, in una regione in cui molte sono le problematiche sociali, solo l’unione di tante forze collettive associazionistiche unite a quelle istituzionali, possono fornire l’alternativa e proporre una nuova visione di welfare di cui sempre più il popolo lucano necessita.

Perché se i problemi sono tanti, la solidarietà è ovunque. Basta crederci