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venerdì 1 aprile 2011

La Basentana...

I lavori per la superstrada S.S. 407 Basentana, che parte dallo svincolo autostradale di Sicignano degli Alburni e si congiunge a Metaponto, allo svincolo della SS 106 Jonica, iniziarono negli anni ’60 con i fondi della Cassa del Mezzogiorno che poteva contare su un programma decennale di investimenti per oltre 1200 miliardi di lire. Investimenti da destinare a opere di bonifica, alla costruzione di acquedotti, di impianti elettro irrigui, di strade e ferrovie e alle diverse infrastrutture che erano la premessa per un successivo sviluppo industriale. Anche se sembrano cifre enormi, questi dovevano essere investimenti straordinari destinati ad opere di supporto e sviluppo i quali però si sostituirono, in buona parte, ai fondi per interventi a carattere ordinario di fondamentali infrastrutture come l’autostrada Napoli-Pompei, la superstrada da Latina alla costa o la già citata Basentana. Una strada, la Basentana, pensata e creata per essere arteria di fondamentale importanza per il polo industriale della Val Basento.
Ma la storia della Basentana è sempre stata particolarmente accidentata. Dagli archivi delle Camere del Parlamento Italiano risultano diversi interventi sulla questione, a partire dagli anni ’60 fino agli ultimi recenti interventi in seguito ai danni dell’alluvione del marzo 2011. Riporto un intervento del 25 giugno del 1965. Il senatore Ignazio Petrone di Pignola, per tre legislature( IV, V, VI) dal 1963 al 1976, eletto al Senato della Repubblica nel Partito Comunista, in una discussione sul disegno di legge: «disciplina degli interventi per lo sviluppo del Mezzogiorno» dichiarava: ” …vorrei richiamare la particolare attenzione del Senato perchè qui siamo di fronte ad una legge che dovrebbe operare in direzione dei poli di sviluppo. Io, per esempio, appartengo ad una regione dove i poli di sviluppo non esistono, dove ci sono un paio di nuclei industriali che non si sviluppano nei tempi previsti di realizzazione, dove tutto rimane rachitico, dove dal 1958 non si riesce neppure ad avere l'attuazione della, strada Basentana. La mia è l'unica regione che non è toccata da un'autostrada. La Basentana è stata progettata ed appaltata dal 1958 per il tratto Potenza Metaponto, ma siamo arrivati al 1965 e non è ancora dato prevederne la fine nonostante il ventilato sviluppo industriale che si dovrebbe avere nella Valle del Basento e a Ferrandina, sviluppo per il quale si sono lanciate addirittura delle sfide internazionali, allorchè il ministro Fanfani disse in una certa occasione in sfida a Kruscev: venga qui a vedere come le zone più arretrate possono svilupparsi e trasformarsi rapidamente in zone moderne, progredite e come rapidamente cambiano le condizioni di vita. Dal 1958 però neppure questa strada Potenza-Metaponto si riesce a completare,ed assolutamente nulla è dato sapere per il trattoPotenza-Eboli. Siamo tagliati dal resto d'Italia da una catena di monti. Si riconobbe sin dal 1958 l'assoluta necessità della costruzione di una super strada Potenza Eboli e l'opera doveva essere esegu ta dalla Cassa per il Mezzogiorno. Poi la competenza passò al Ministero dei lavori pubblici che per il finanziamento stanziò 14miliardi; si dette all'ingegner Tocchetti !'incarico di approntare la progettazione di massima, ma poi i 14 miliardi sparirono, portati nell'avellinese da un altro Ministro, sembra in barba al nostro Ministro, e sta di fatto che questa strada finora non si è fatta. Dal 1958 in ogni occasione elettorale si parla sempre di strade che dovrebbero trasformare la nostra regione in una California, grazie alla rapidità e alla modernità dei traffici. Ma le parole restano solo parole, e fatti non se ne vedono…
…Noi non possiamo accettare il criterio che proprio a queste regioni abbandonate, che vengono sempre messe in seconda linea quando si tratta di fare programmi stradali e interventi industriali…Certo da noi è arrivato qualcuno, è arrivato il conte Rivetti a Maratea; ci sarebbe un discorso da fare su questo conte Rivetti, che è riuscito a creare un suo impero personale senza che nulla sia cambiato nelle condizioni della Basilicata.“

di Giuseppe Melillo

da controsenso del mercoledi 30 marzo

mercoledì 30 marzo 2011

IL CORTO DEL GIOVANE REGISTA BERNALDESE Primi riconoscimenti per Stand by me :




Un altro riconoscimento per il giovane regista bernaldese, Giuseppe Marco Albano, è giunto dopo la prima del suo cortometraggio del tutto originale del 16 marzo scorso a Matera.
”Stand by me”, può vantare, infatti, già tre nomination al festival di Ravello "A corto di idee": miglior corto, migliore regia, a cura di Giuseppe Marco Albano e migliore attore protagonista, l'attore materano Antonio Andrisani.
Ma c’è di più: sarà una delle attrazioni del “Tanexpo 2012”, l'esposizione internazionale di arte funeraria e cimiteriale che si tiene in primavera a Bologna. E non solo:il corto,prodotto dalla Logic Film e da Basiliciak, parteciperà ai maggiori festival nazionali e internazionali.
Il cortometraggio è una commedia grottesca che narra le vicende di un imprenditore di
onoranze funebri, il geniale Cav. Pacucci (Antonio Andrisani) il quale, attraverso un’idea alquanto
bizzarra tenterà di portare beneficio alla propria azienda e al territorio.
Questa in sintesi la trama del corto, ma da dove nasce l’idea di raccontare, in forma così originale, una storia del tutto “anomala?”
“L'idea non è mia,-afferma Giuseppe Albano- io volevo raccontare una storia su di una famiglia che lavora nel campo funerario, impresa di pompe funebri in gergo. I mio amico, nonchè scrittore Damiano Laterza, mi ha consigliato di scrivere una storia come STAND BY ME: l'idea è sua, in seguito sceneggiata da me al fianco di Antonio Andrisani, lo stesso attore protagonista del corto”
Quanto tempo hai impiegato per la sua realizzazione?
“Dalla fase di ideazione alla fase di post produzione sono passati circa 6 mesi, i tempi purtroppo sono così lunghi esclusivamente per la mancanza di fondi, avrei realizzato lo stesso in un mese se avessi avuto le spalle coperte economicamente.”
Com’è stata accolta la tua proposta di girare un corto del tutto inusuale?
“La reazione, dagli addetti ai lavori ai piccoli privati che abbiamo coinvolto nel progetto:erano molto entusiasti dell'idea della storia, perchè nuova, fresca, divertente e molto particolare, insomma raccontare la storia di un uomo che lavora nel campo funebre non è di tutti i giorni.Fortunatamente abbiamo avuto l'aiuto di piccoli privati che hanno sostenuto in diverso modo il nostro progetto.”
Tanta voglia, insomma di sostenere, il tuo progetto.Così come numerosa la partecipazione. E allora, ricordiamo i principali collaboratori?
“ Si, una partecipazione entusiasta. Ed io sono davvero orgoglioso di ciò che è stato fatto e di chi ha collaborato con me. In primis, La produzione Logic Film, l'associazione culturale basiliciak, e poi amici tra attori, attrici, tecnici e semplici assistenti, che lavorano ogni giorno e vivono di questo lavoro, perchè si,il cinema è un lavoro che va rispettato ed apprezzato come tutti gli altri normali lavori.
La gente pensa che giochiamo o addirittura siamo giovani a cui non va di faticare, noi siamo dei lavoratori come gli altri, il cinema è il nostro lavoro;raccontare le storie per cercare di cambiare qualcosa, o forse solamente per allontanare dallo stress quotidiano lo spettatore che viene a vedere il lavoro finito. Molti volontari, molti amici, non è da soli che si fa il cinema ma in tanti, bisogna essere uniti e credere sempre nello stesso identico sogno, quello del cinema indipendente. Nessuno ci sostiene, siamo noi a sostenerci da soli senza l'aiuto di nessuno. Li vorrei ringraziare tutti, e con loro, anche tutti coloro che numerosi, sono venuti a vedere la prima.”

giovedì 24 marzo 2011

L'alluvione a Metaponto:chiuso il centro operativo



da Controsenso del mercoledi del 21 marzo 2011
Terminata la prima fase dell’emergenza restano tutti i drammatici problemi denunciati.
Parla il dirigente della Protezione civile, ingegner Basile


 
Si è chiuso ieri pomeriggio il COM(Centro Operativo Misto), che ricordiamo essere la struttura operativa comprensoriale istituita ed attivata immediatamente dalla Regione per far fronte all’emergenza dell’alluvione che ha colpito il materano lo scorso 1°marzo.
La decisione è stata presa da tutte le figure che hanno rappresentato le funzioni di supporto attivate in questi giorni e convocata nella sede del Prefetto in tarda mattinata, alla quale ha preso parte anche il Dirigente dell’Ufficio Regionale della Protezione Civile,  l’ Ing. Giuseppe Basile, cui è stato chiesto di fornirci delle informazioni in merito alle decisioni prese ieri in seno alla riunione.
Il COM è stato gestito per 10 giorni interamente dalla Regione che nell’immediato ha attivato tutti i canali per assicurare la rapidità degli interventi e il coordinamento delle forze sociali ed istituzionali che ne facevano parte, contattando tutti i sindaci dei comuni delle aree colpite e le associazioni di volontariato e della protezione civile a soccorso ed ausilio delle popolazioni interessate. Dopo questi primi giorni ,il compito di seguire e coordinare le azioni di intervento è stato assunto dalla Prefettura, che ha assicurato gli interventi necessari in collaborazione anche delle forze dell’esercito che il 4 marzo sono intervenuti a sostegno delle popolazioni,con la presenza sia in una prima fase dei Geni Guastatori,composto da 66 militari che avevano il compito di esplorare le zone colpite registrandone le problematiche, sostituiti, in una seconda fase, dal Corpo dei Genieri, 57 militari che operavano dedicandosi al lavoro di ripristino delle arginature e delle piste interrotte.
La loro presenza come quella del Com, si è ritenuta oggi, non più necessaria, in quanto la prima parte di azione di emergenza si è risolta in termini positivi.” 
A chi  di devono rivolgere i cittadini interessati oggi?
“Il compito ora passa ai Comuni interessati. La Regione Basilicata, però, assicura la sua presenza quotidiana a supporto delle attività anche dei volontari chiamati e ancora presenti in aiuto ai cittadini. Tra queste associazioni è importante ricordare e ringraziare l’importante contributo offerto dalla Croce Rossa,quella di protezione civile di Montalbano -solo per riocrdarne alcuni-e non meno importante,  il  Gruppo Lucano di Protezione Civile,un’associazione in  possesso sia delle professionalità necessarie ad intervenire in casi di calamità eccezionali come quello che si è verificato 20 giorni fa, sia in possesso di mezzi di proprietà finanziati dalla Regione Basilicata.
Anche grazie al loro aiuto, per salvare vite umane ,e soprattutto quelle di una famiglia che non voleva lasciare l’ abitazione, un gruppo di 5 volontari, dicevo, sono stati investiti da un’ondata d’acqua e per salvarsi si sono aggrappati a  dei rami di alberi fino alle 5 del mattino successivo, quando un canotto li ha tratti in salvo. Di questo nessuno ha fatto menzione e sono fortemente convinto che debbano essere ringraziati e meritino un riconoscimento.
Può farci un primo bilancio a 20 giorni dall’evento calamitoso?.
Non si è avuta la possibilità di fornire nell’immediatezza ai cittadini interessati e alle comunità colpite delle informazioni compiute soprattutto a causa della limitatezza delle fonti data dalla stampa che ha evidenziato una visione parziale  della situazione. Il quadro e la visione d’insieme della stessa invece,la Regione, ce l'ha sempre avuta completa ed ha evidenziato e messo a nudo le situazioni critiche del territorio e gli effetti dell’antropizzazione. Ha significato essere un evento di natura nuova e straordinaria per la nostra regione, tenendo conto che non è stato l’unico evento che si è verificato in questo periodo.”
A cosa si riferisce e quali sono state le reazioni e gli interventi della Regione in questi casi?
In effetti si sono verificati ben 3 eventi meteorici da novembre a marzo, di particolare intensità.
Il primo riguarda il 2novembre seguito da quello del 18 febbraio ed infine del 1°marzo. Tre  date topiche i cui avvenimenti si sono ripetuti su un territorio che presenta la sua particolare fragilità.
In occasione dei primi 2 eventi, la Regione inviò già al Governo nazionale la sua dichiarazione di emergenza,che riguardava per di più le infrastrutture colpite nella zona del materano. A marzo, invece,i 100 ml  di pioggia caduta hanno messo a dura prova il territorio, quello metapontino, che presenta delle forti criticità e fragilità, note come zone ad alto rischio di alluvione, da tenere in costante osservazione.”
A proposito di costante monitoraggio del territorio, i Comuni sono pronti ad agire tempestivamente in casi di emergenza?
“Questo è un dato importante da rilevare. Bisogna innanzitutto dire, che i comuni devono per legge, definire un Piano Comunale di Emergenza, costantemente aggiornato, al quale far riferimento in casi come questi. E’lo strumento obbligatorio, dicevo, previsto dalla legge, che individua le aeree sottoposte a rischio. Bernalda, ad esempio è sottoposta a rischio esondazione dei fiumi e dovrebbe costantemente monitorarli al fine di comprendere ante tempo e arginare i danni che potrebbero derivare. Nel metapontino, ad esempio,solo Rotondella e Scanzano si sono dotati di questo importantissimo atto.
E comunque, anche in mancanza di esso, si è riusciti ad attivare azioni immediate. In particolare, nella zona  più colpita, contrada Tarantini, contrada  Serramarina, situate nelle vicinanze del fiume Bradano che ha investito  e distrutto le abitazioni di famiglie,è stato possibile salvare la vita di questa gente grazie al sistema di allertamento dei volontari di Legambiente, Vigili del Fuoco ed altri volontari della Protezione Civile, che ha funzionato ottimamente, permettendo di raggiungere l’obiettivo.
Per cui, tutte le azioni di intervento urgente, in questa situazione, è stato possibile,soprattutto grazie alla capacità delle Regione a mettere in campo tutte le forze e le azioni possibili per comprendere e permettere un celere intervento. L’auspicio è che tutte le amministrazioni comunali si dotino nel più immediato possibile di questo piano che serve in maniera incisiva per coordinare e valutare, in maniera più dettagliata, anche le azioni da mettere in campo.”
Qual è lo scenario che si prospetta oggi? Cosa ci si deve aspettare?
C’è da dire innanzitutto che dopo la dichiarazione del 10 marzo di stato di calamità naturale da parte del Governo, si attende che  da parte del Presidente del Consiglio venga emanata l’ordinanza che ci fornisce le indicazioni sulle misure necessarie da adottare e nomini  un Commissario Delegato.
E’ importante ricordare sottolineare che tutti gli interventi fin’ora eseguiti sono stati a completo carico dell’ente regionale , il quale, oggi ha in suo possesso tutta la documentazione filmata e fotografica che fornisce un’idea dettagliata del fenomeno.
Si è provveduti ad individuare le situazioni di peggiore criticità al fine di indirizzare gli interventi successivi in maniera forte e definitiva, tra cui:
-situazione viaria(strade statali, comunali, viadotti….)
-corsi d’acqua( mancata attenzione da quasi 20 anni per il controllo, la manutenzione dei corsi di   fiumi, estrazioni, realizzazioni manufatti…)
-elevata vulnerabilità del territorio;
-soggetti privati e imprenditoriali colpiti che necessitano di risposte concrete in tempi rapidi;
-e non ultimo il fenomeno dell’erosione costiera che si è accentuato e che mette a dura prova tutto il comparto turistico del territorio.
Bisogna, ora, mettere mano agli interventi urgenti e il commissario delegato sarà chiamato redigere un piano di interventi urgenti per la riduzione del rischio residuo e di ripristino.
Sicuramente i bisogni e le difficoltà della gente colpita rappresentano il primo problema da risolvere. Stiamo lavorando e concentrando le forze  per rispondere ai bisogni nel più immediato possibile. “

Antonella Melillo

venerdì 18 marzo 2011

LA CATASTROFE Coldiretti: acque violate e dimenticate



Circa 2000 ettari colpiti dalle esondazioni,
ma la stima dei danni non è definitiva



Sabato 12 marzo, ore 10,30: davanti all'Hotel Palatinum di Metaponto, sotto un tiepido sole e un leggero vento che smuove le bandiere gialle della Coldiretti, si affrettano i ritardatari. A pochi metri di distanza sono parcheggiati i mezzi dell'Esercito italiano e, alle finestre dell'hotel che affaccia sulla S.S. 106, alcuni militari in divisa si concedono una sigaretta.  
A dieci giorni dall'alluvione che ha colpito in particolar modo il metapontino, i massimi dirigenti regionali della principale Organizzazione degli imprenditori agricoli hanno convocato un incontro per fare il punto: dopo la conta dei danni si pensa alle strategie necessarie a far ripartire il settore primario lucano gravemente colpito la scorsa settimana dalle esondazioni dei fiumi. Centinaia gli imprenditori agricoli delusi e arrabbiati che si sono dati appuntamento per ascoltare, ancora una volta, che era già stato tutto previsto e che il disastro si poteva in parte evitare. Tra questi, la signora Rosa Leone di Scanzano Jonico dell'Azienda Agricola Antica Fattoria che porta con sé, in tasca, una richiesta di riscossione da parte di Equitalia. Un'azienda modello: così la signora Leone parla della sua attività che ha puntato sui metodi di coltura biologici e sul connubio agricoltura-turismo. Dieci ettari di terreno coltivati a pesche, pere, mele e olive che hanno subìto danni perché “da anni nessuno pulisce le bonifiche. E noi, già da una settimana prima che si verificasse l'alluvione, abbiamo denunciato questa situazione, prevedendo le possibili conseguenze”. Oltre al danno, dunque, la beffa: entro 60 giorni l'azienda dovrebbe versare quasi 900 euro al Consorzio di Bonifica, ma la signora Leone non ci sta: “Fino ad oggi ho sempre pagato, senza ricevere evidentemente un servizio adeguato, ora non lo farò più”.
La sua testimonianza pare avvalorare una delle proposte avanzate da Coldiretti: l'istituzione di contratti di manutenzione ambientale da affidare direttamente alle imprese agricole, che quotidianamente presidiano il territorio. Nella bozza “Considerazioni e proposte sull'ennesima calamità naturale nell'Area del metapontino – Alluvione del 1° e del 2 marzo” presentata lunedì 14 marzo in Consiglio regionale, Coldiretti suggerisce, inoltre, l'immediata sospensione, con successivo abbattimento, di tutti i tributi fiscali, previdenziali, comunali, provinciali e consortili; attenzione, però, agli sciacalli – avverte il Presidente Coldiretti di Bernalda, Giuseppe Abatepaolo – a chi denuncia danni che in realtà non ha subito. Al tavolo dei relatori, in molti concordano con lui: “bisogna delimitare immediatamente le aree e le aziende effettivamente danneggiate per evitare inutili aiuti a pioggia e soprattutto dobbiamo scongiurare il rischio che la dichiarazione dello stato di calamità resti solo sulla carta”, afferma Giuseppe Brillante, Direttore Federazione Regionale Coldiretti Basilicata, dopo aver ricordato che gli interventi di manutenzione sui fiumi non rientrano purtroppo nell'ordinaria amministrazione ma sono realizzati occasionalmente. Nonostante già nel 1999 e poi nel 2003, il Ministero dell'Ambiente dichiarava la totalità dei comuni materani ad alto rischio idrogeologico, a livello regionale – denuncia Coldiretti – si è fatto ben poco per prevenire questo disastro: sarebbe bastato pianificare interventi di rinforzo degli argini, di pulizia costante dei letti dei fiumi e dei canali di bonifica e magari sarebbe stato opportuno evitare che gli argini del Bradano venissero abbassati in alcuni tratti per consentire la costruzione di un ponte ferroviario e che il flusso fluviale venisse deviato per realizzare svincoli stradali.
Secondo il Senatore Filippo Bubbico, presente all'incontro, l'inondazione, invece, è stata provocata esclusivamente dall'eccezionalità delle piogge: interventi costanti di manutenzione avrebbero certamente attenuato i danni le cui cause, però, non sarebbero da rintracciare né nella realizzazione di opere infrastrutturali e nemmeno nella cattiva gestione di quelle irrigue. Prima di salutare tutti i presenti, Bubbico ha invitato ad agire in maniera unitaria.
“Come più volte chiesto, è necessario mettere in campo un serio ed efficace piano regionale di sicurezza idrogeologica. (...) Non è possibile più aspettare”. Parole di Piergiorgio Quarto, Presidente Coldiretti Basilicata, pronunciate, però, 4 mesi fa, il 5 novembre 2010: non è che faccia molta differenza visto che gli stessi appelli e le stesse considerazioni sono state ripetutamente espresse a dicembre 2008, e poi ancora il 27 gennaio 2011 (straripamento del Sinni) e, più recentemente, il 19 febbraio (straripamento dell'Agri). E ogni volta la conta dei danni descriveva un'agricoltura in ginocchio. I numeri dell'ultima alluvione parlano di circa 2000 ettari colpiti: 100/150 quelli di colture ortive, 80/100 quelli destinati a fragole, 110 ettari di agrumeti, 20 di vigneti, 30 di oliveti e 100 di frutteti, senza contare le superfici a seminativo (1500 ha inondati). Il bollettino, però, non è definitivo: solo a primavera, con la ripresa vegetativa e la successiva fase di fioritura, si potranno valutare le reali perdite. Lo conferma anche l'assessore regionale all’Agricoltura, Sviluppo Rurale, Economia Montana che, nella relazione presentata lunedì pomeriggio in Consiglio, stima che solo i danni accertati ad oggi siano pari a circa 31 milioni di euro. L'assessore pare accettare le proposte della Coldiretti laddove afferma che “dovranno essere necessariamente previste misure agevolative in materia previdenziale, assistenziale e tributaria in favore dei titolari delle aziende agricole danneggiate” e laddove fa riflettere sul fatto che “sicuramente il sistema agricolo può concorrere compiutamente alla manutenzione e salvaguardia del territorio”.

di Marika Iannuzziello-Controsenso del mercoledi del 16 marzo 2011



venerdì 11 marzo 2011

Servizio sanitario:"Urgenti interventi veterinari". Difficile il recupero degli animali:70 messi in salvo e 200 le carcasse.

da Controsenso del mercoledì 9 marzo

Nella zona delle tavole palatine, li dove ci sono due delle aziende interessate all’allevamento di bovini che hanno subito una ingente perdita animale e di strutture abitative , incontriamo i responsabili e gli operatori del servizio sanitario di Matera, che insieme a volontari e tecnici a disposizione si impegnano per far fronte all’emergenza sanitaria che potrebbe giungere qualora le carcasse animali non venissero rimosse.
Insieme a loro forze dell’ordine e militari e i proprietari delle aziende interessate, il tutto in uno scenario quasi irreale che vede interi ettari di terreno, con case abitate, sommersi da acque nelle quali galleggiano corpi di animali bovini.
“Gli interventi sono stati immediati”,afferma il Dr. Berardino Bonora, responsabile dell’area funzionale C dei servizi veterinari. “Non appena ci è pervenuta la notizia dell’emergenza da parte di una delle aziende interessate, sul luogo è stato inviato in primis un gruppo di tecnici dell’area A, che ricordiamo sono addetti della sanità animale i quali ci hanno trasmesso la necessità di recuperare e curare gli animali che erano riusciti a salvare.
Successivamente,abbiamo anche contattato un libero professionista al fine di curare gli animali non appena salvati. Di questi, fin’ora, solo 50 bovini e qualche cavallo sono stati recuperati e curati.”
Le aziende interessate, tra cui quella del Sig. Di Pierro, infatti, oltre a piccole colture di ortaggi, si interessavano di allevamento di bestiame , specialmente bovini, circa 270 di cui fin’ora solo 70 sono stati messi in salvo e altre 200, invece recuperate come carcasse da smaltimento.
“Insieme ai tecnici specializzati e ad una ditta autorizzata contattata dall’ASM,anche i proprietari dell’azienda Esposito si sono prodigati al fine di eliminare nel più breve tempo possibile, tutte le carcasse, le quali dopo essere recuperate, disinfettate, e controllate se in possesso di matricola in modo tale da  cercarli all’interno dell’anagrafe bovina,vengono portati ad incenerimento, unico modo per evitare qualsiasi contaminazione”.
Sicuramente, la celerità dei tempi di azione messa in campo dai veterinari dell’ASM di Matera, è stata anche programmata durante i diversi incontri che si tengono al COM , centro operativo comunale, composto da personale tecnico, che si riunisce due volte al giorno al fine di coordinare il lavoro sul campo e  pianificare lavori ed esigenze e definizioni criticità.
“Questo tipo di operatività”-ci commenta un altro responsabile del  dipartimento  previsione servizi veterinaria, area funzionale C,benessere animali e farmaco vigilanza, controllo alimenti all’origine-Dr.Antonio Piperno-è stata organizzata in maniera efficiente grazie soprattutto alla straordinaria capacità organizzativa dei nostri uomini. Ci siamo adeguati e utilizzato mezzi umani e strumentali più efficienti al fine di  affrontare situazioni difficili di igiene e sanità”.
Certo è che aldilà dell’immane lavoro che volontari, tecnici e personale specializzato compie in queste dure ore di emergenza, l’impressione che qualcosa sia mancato è persistente nelle parole di coloro che intervistiamo. Tra queste si evince una sorta di perplessità circa la capacità di organizzazione efficace capace di intervenire tempestivamente in situazioni di immane catastrofe come quella che si vive in questi giorni. “ E’ auspicabile che incontri organizzativi di prevenzione, venissero programmati anche in periodi “normali”, al fine  di evitare di rispondere ancora più prontamente in questi casi, migliorando enti  e strutture preposte. E soprattutto,sarebbe maggiormente auspicabile che ci dotassero di molti più mezzi, al fine di poter non solo salvaguardare la vita degli animali, ma soprattutto quella della salute dei cittadini”.
Perché “la nostra zona è ricca di falde acquifere e se non si interviene celermente i rischi di contaminazione potrebbero aumentare notevolmente”.

venerdì 11 febbraio 2011

Prevenzione dei tumori:necessario colmare il gap tra nord e sud. Basilicata:la grande malata d’Italia.


Si è parlato di screening e di malattie che affliggono una numerosa fetta della popolazione lucana, venerdì scorso a Matera al convegno organizzato dalla LILT(Lega Italiana Lotta Tumori), dal titolo:”Si scrive screening si legge prevenzione tumori”, presso l’Auditorium “R. Gervasio”.

Numerosa ed attenta la partecipazione e di rilievo il parteur dei relatori:dal Pres. Naz. LILT, Francesco Schittulli a quello regionale Virgilio paradiso per ciò che concerne ”l’associazione che da anni costituisce il braccio operativo del Ministero della Salute per il suo impegno nella prevenzione”-come ha dichiarato lo stesso Schittulli.

Al tavolo erano presenti rappresentanti del mondo del volontariato (oltre alla LILT anche il Pres. Reg. AVIS Genesio de Stefano),istituzionale- l’Ass.Reg.Sanità, Attilio Martorano ed Antonio Federici, della direzione generale di prevenzione sanitaria del Ministero della salute, ed infine, anche rappresentanti della sanità lucana come Vincenzo Barile (Resp.Screening alla mammella),Rocco Maglietta (Dir.CROB Rionero)ed Angelo Sigillito (Resp.screening colon retto).

Un convegno che ha segnato un ulteriore passo in avanti nella lotta e nell’informazione sulla malattia del secolo, che di numerose vittime è troppo spesso sempre più causa nella nostra regione e in tutte le aree territoriali in cui è suddivisa.

Nel giugno 2010, infatti,sul mensile TERRA, è apparsa un’indagine effettuata dal responsabile OLA Pietro Dommarco, nella quale appaiono dei dati davvero poco entusiasmanti circa le tipologie tumorali e la loro incidenza diversificata nelle varie aree della nostra regione.(vedi BOX).

E sempre sulla stessa scia, un’altra relazione interessante effettuata dalla giornalista Maria Ingrosso circa le “malattie oncologiche” rilevava “un’allarmante aumento delle patologie tumorali in Italia”,con riferimento a dati ricavati dal Registri regionali dei tumori e dall’Istat.

Quanto è emerso è preoccupante:si registra, infatti, dal 1970 al 2010, una diminuzione dell’incidenza dei tumori sulla popolazione italiana che è in netta contraddizione con la tendenza lucana. Nel senso che, mentre nel resto d’Italia e nelle regioni a noi limitrofe, si registra una diminuzione anche di casi di morte dovuti a malattie tumorali, in Basilicata avviene il contrario.

I fattori che influenzano queste patologie sono molteplici:cattiva alimentazione, cattivo stile di vita o ancora cattiva condizione ambientale.

Come ridurre questo preoccupante problema? Sicuramente, per ridurre l’incidenza dei tumori nell’ ”isola felix” lucana è importante una buona prevenzione. La Regione Basilicata, dal 1991 porta avanti una campagna gratuita di prevenzione con pap-test a cui sono sottoposte donne oltre i 30 anni e mammografie per donne oltre i 50 anni da effettuarsi presso le strutture pubblica.

Un’importante iniziativa che affianca altri 2 fondamentali protocolli d’intesa sottoscritti dalla LILT regionale con la Regione Basilicata e con l’AVIS regionale. La collaborazione tra le istituzioni e il mondo del volontariato sembra quindi dimostrarsi un punto di forza nella lotta ai tumori, così come dichiarato dall’Assessore Regionale Attilio Martorano che ha sottolineato la necessità di investire nel sistema di rete rappresentato dall’associazionismo: “ Abbiamo fatto molto in questi anni e possiamo migliorare implementando l’azione corale, come dimostra il protocollo firmato con la LILT .” Mentre il presidente regionale dell’Avis Genesio De Stefano precisa che: “ Serve una nuova cultura della solidarietà in una rete fatta di consapevolezza e di reciprocità”.

Da tutto ciò si nota che vi è la necessità e si avverte l’importanza di un vero percorso culturale in direzione di una sempre maggior diffusione degli strumenti di prevenzione e di rafforzare la collaborazione tra gli attori del mondo sociale e istituzionale. L’obiettivo comune è che l’attuale tendenza di crescita delle patologie tumorali in Basilicata, a differenza di molte altre regioni italiane, possa essere invertita e come dichiarato dal presidente nazionale della LILT, Schettini” il gap che divide il nord e il sud possa essere colmato”. Ma questa volta il federalismo c’entra poco.

TIPOLOGIE TUMORALI IN BASILICATA

Secondo l’inchiesta del mensile Terra

Di Pietro Dommarco

Lagonegrese e area Sud

incremento di tutte le forme di cancro

sia per i maschi che per le femmine

Metapontino

Aumento tumori tiroidei

abbassamento notevole dell’età dei pazienti

Basso Sinni

tumore alla mammella

+46.9

Collina Materana

tumore al colon

+20.8

uomini

Basso Basento Melandro

tumore al colon

donne

l’Alto, il Medio Basento ed il territorio del Bradano

tumore alla prostata

+42.2

Vulture

tumore alla prostata

+84.2

Area Basentana

-linfoma non -Hodgking leucemia mieloide

+28.7 per i maschi,

+5 per le femmine

tra i 40 e i 70 anni

Val d’Agri

Val Camastra

leucemia mieloide non ereditaria

aumenti medi pari a 10.3.

Viggiano,

Vulture, Meandro,

Val Sarmento

tumore al pancreas

+16,

+15,

+17.1,

+8.5,

+4.6


da Controsenso del 9 febbraio 2011

mercoledì 26 gennaio 2011

Ucciso dal male cui aveva dedicato la vita

articolo del 26 gennaio-Controsenso-

Il Dott.Ricciuti, Presidente dell'AIL stroncato da una leucemia fulminante.
Il lutto del volontariato.

Attestati di stima e di cordoglio da parte del mondo istituzionale, sanitario e del volontariato sono giunti appena la notizia della scomparsa del Dott. Francesco Ricciuti,è stata diramata.

Si è spento il 18 gennaio scorso, a Milano, dove stava combattendo contro il male che per tanti altri aveva imparato a contrastare.

Ematologo, ricercatore ed uomo impegnato nel mondo del volontariato-fondatore nel 1995 dell’Associazione Italiana Leucemia sezione di Potenza - ha rappresentato un grande punto di riferimento per la sanità lucana e non solo.

Da attento interlocutore nella discussione sul piano sanitario regionale del 1997, come pure la sua prestigiosa attività di medico e ricercatore all’ospedale San Carlo di Potenza, aveva ben compreso la necessità di rendere il servizio sanitario più efficace attraverso la collaborazione sinergica tra il mondo sanitario e quello del volontariato.

Con la sua direzione di consulente scientifico e con la collaborazione di medici specializzati ed infermieri professionali, l’AIL iniziò a svolgere il servizio di assistenza domiciliare gratuita per gli omeopatici residenti non solo nel capoluogo potentino ma anche nei paesi della provincia.

Da allora, l’obiettivo di favorire il miglioramento dei servizi e dell’assistenza socio-sanitaria ai pazienti potentini promosso dall’associazione ,ha ampliato il proprio campo di azione offrendo sostegno anche ad ammalati provenienti da paesi esteri quali Albania, Iraq, Eritrea.

Ma non solo: con l’istituzione della Casa AIL, l’associazione ospita gratuitamente i familiari degli ammalati ricoverati presso l'Ematologia dell'Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza, offrendo un’opportunità a tante famiglie che hanno trovato un sostegno certo.

In tal senso, la mission dell’associazione si è rivelata interessante e di forte sostegno sociale in quanto la collaborazione tra le due realtà, quella del volontariato e quella sanitaria ha fatto si che ci fosse un’ efficace interazione tra i modus operandi e agendi delle stesse.

Infatti,l’AIL Potenza, facendosi carico delle necessità degli ammalati, ha acquistato e installato gli impianti necessari per realizzare 4 camere sterili necessarie per l’autotrapianto di midollo osseo, mettendo a disposizione dell’Azienda Ospedaliera S. Carlo una cospicua somma di denaro al fine di rendere efficace e continuativa l’offerta al paziente.

Inoltre,precedentemente, l’AIL aveva donato alla Divisione di Ematologia macchine ed attrezzature per effettuare il medesimo tipo di trapianto.
tutto questo inserito in un progetto più ampio dove l’assicurare una formazione di alto profilo medico scientifico agli operatori sanitari, era, come poi si è rivelato essere, un importante passo in avanti nella ricerca delle cure per i malati leucemici.

L’evoluzione del progetto ha poi trovato riscontro in quella che è stata la scelta concertata dall’Azienda Ospedaliera e dall’AIL, di avviare un gemellaggio con l’Istituto di Ematologia dell’Università degli Studi di Perugia.,senza dimenticare l’importante supporto psicologico ai pazienti in trattamento ed ai loro familiari. Dal 2002, l’AIL Potenza, avvalendosi della collaborazione di una psicologa, assicura un valido supporto psicologico agli ammalati e alle loro famiglie, soprattutto laddove sono presenti sintomi di particolare fragilità e vulnerabilità. L’assistenza psicologica viene offerta presso l’U.O. di Ematologia dell’Ospedale San Carlo di Potenza, presso la Casa AIL e a domicilio dei pazienti e dei familiari a Potenza e in tutti i paesi della provincia. Inoltre dal marzo 2005 è attiva una convenzione con l’Università La Sapienza di Roma, per lo svolgimento del tirocinio dei laureati in psicologia.

Tutto questo, fino a qualche giorno fa , grazie anche al supporto e alla grande umanità e professionalità del Prof. Ricciuti, testimone di vita e di professionalità al servizio della gente

Un anno all’insegna del “Sangue Donato”: il volontariato oltre se stesso.

articolo del 5 gennaio 2011-Controsenso-


La solidarietà è ovunque”: è lo slogan con il quale la Fidas di Bernalda e Metaponto ha salutato l’anno appena concluso e quello che è appena entrato.

E lo ha fatto attraverso una partecipata donazione di plasmaferesi nel dicembre scorso e con la 3° edizione del trofeo Metabos, importante manifestazione interregionale di Cyclocross organizzata in collaborazione con la Soprintendenza dei Beni Culturali, l’associazione sportiva re-Cycling di Bernalda e quelle ciclistiche di Puglia e Basilicata, il tutto in una cornice davvero suggestiva qual è quella offerta dalla collinetta artificiale che circonda il Museo di Metaponto.Quasi a ricordare le radici di questa parte di regione che affondano nella più antica storia dei tempi e dei giochi della Magna Grecia.

Una gara che ha visto le diverse associazioni di ciclo sport, coinvolte per una tre giorni in un programma fatto di visite guidate al Museo di Metaponto e ai Sassi di Matera, unite alla donazione di sangue nella sede della Fidas di Metaponto.

Un connubio in cui sempre più la Fidas crede e scommette, puntando sul territorio e sulla società tutta perché il messaggio della donazione del sangue venga da tutti recepito come bene comune e di indispensabile valore collettivo.

E lo dimostrano il numero delle manifestazioni e delle donazioni che hanno caratterizzato questi 16 anni di associazionismo.”Constato con orgoglio che abbiamo registrato un incremento del 10% di donazioni di sangue rispetto all’anno scorso e del 15 % di plasma;-afferma il Presidente Regionale Fidas, Paolo Ettorre - il tutto, maggiormente, se si considera l’importante lavoro di rete e collaborazione con tutti gli attori del territorio, a partire dalla istituzioni fino alle altre associazioni che condividono con noi il grande valore del dono volontario.

E’ grazie ai tanti donatori che fanno parte della nostra associazione, che siamo anche riusciti con grande orgoglio a sopperire alla mancanza di autosufficienza di sangue di cui, regioni come il Lazio, ad esempio,soffrono. Infatti, la Basilicata cede per compensazione circa 4000 sacche di sangue all’anno al Lazio e, una grande parte di queste sacche ci vengono fornite proprio da quelle che sono le sedi più attive della nostra provincia come ad esempio Metaponto, Bernalda, Salandra Grassano ed Irsina.

E se si tiene conto che la nostra associazione, vede un numero sempre più crescente di volontari impegnati ad aprire una sede associativa lì dove non esiste, questo si che è un grande motivo di fierezza per tutta la collettività lucana.”

Ne è un esempio la neonata associazione “Give Life”, la federata Fidas di Scanzano Jonico che, alla sua prima giornata di dicembre, ha registrato un alto numero di donazioni, e conta di coinvolgere sempre più volontari.

In effetti, se da una parte la politica e la società sembrano non accorgersi della ricchezza data dall’attivismo dei volontari , dall’altra vi è una grande realtà che in maniera silenziosa si adopera per mantenere alti quei valori di solidarietà e di civiltà tipici del popolo italiano.

Ed è in tal senso che le reti di volontariato che si sono formalizzate e nelle quali la Fidas ne è parte integrante, trovano terreno fertile per operare secondo la propria mission associativa orientando la propria azione verso i bisogni collettivi. Perchè, in una regione in cui molte sono le problematiche sociali, solo l’unione di tante forze collettive associazionistiche unite a quelle istituzionali, possono fornire l’alternativa e proporre una nuova visione di welfare di cui sempre più il popolo lucano necessita.

Perché se i problemi sono tanti, la solidarietà è ovunque. Basta crederci