"Nel mondo non ci sono mai state due opinioni uguali. non più di quanto ci siano mai stati due capelli o due grani identici: la qualità più universale è la diversità."
venerdì 1 aprile 2011
La Basentana...
Ma la storia della Basentana è sempre stata particolarmente accidentata. Dagli archivi delle Camere del Parlamento Italiano risultano diversi interventi sulla questione, a partire dagli anni ’60 fino agli ultimi recenti interventi in seguito ai danni dell’alluvione del marzo 2011. Riporto un intervento del 25 giugno del 1965. Il senatore Ignazio Petrone di Pignola, per tre legislature( IV, V, VI) dal 1963 al 1976, eletto al Senato della Repubblica nel Partito Comunista, in una discussione sul disegno di legge: «disciplina degli interventi per lo sviluppo del Mezzogiorno» dichiarava: ” …vorrei richiamare la particolare attenzione del Senato perchè qui siamo di fronte ad una legge che dovrebbe operare in direzione dei poli di sviluppo. Io, per esempio, appartengo ad una regione dove i poli di sviluppo non esistono, dove ci sono un paio di nuclei industriali che non si sviluppano nei tempi previsti di realizzazione, dove tutto rimane rachitico, dove dal 1958 non si riesce neppure ad avere l'attuazione della, strada Basentana. La mia è l'unica regione che non è toccata da un'autostrada. La Basentana è stata progettata ed appaltata dal 1958 per il tratto Potenza Metaponto, ma siamo arrivati al 1965 e non è ancora dato prevederne la fine nonostante il ventilato sviluppo industriale che si dovrebbe avere nella Valle del Basento e a Ferrandina, sviluppo per il quale si sono lanciate addirittura delle sfide internazionali, allorchè il ministro Fanfani disse in una certa occasione in sfida a Kruscev: venga qui a vedere come le zone più arretrate possono svilupparsi e trasformarsi rapidamente in zone moderne, progredite e come rapidamente cambiano le condizioni di vita. Dal 1958 però neppure questa strada Potenza-Metaponto si riesce a completare,ed assolutamente nulla è dato sapere per il trattoPotenza-Eboli. Siamo tagliati dal resto d'Italia da una catena di monti. Si riconobbe sin dal 1958 l'assoluta necessità della costruzione di una super strada Potenza Eboli e l'opera doveva essere esegu ta dalla Cassa per il Mezzogiorno. Poi la competenza passò al Ministero dei lavori pubblici che per il finanziamento stanziò 14miliardi; si dette all'ingegner Tocchetti !'incarico di approntare la progettazione di massima, ma poi i 14 miliardi sparirono, portati nell'avellinese da un altro Ministro, sembra in barba al nostro Ministro, e sta di fatto che questa strada finora non si è fatta. Dal 1958 in ogni occasione elettorale si parla sempre di strade che dovrebbero trasformare la nostra regione in una California, grazie alla rapidità e alla modernità dei traffici. Ma le parole restano solo parole, e fatti non se ne vedono…
…Noi non possiamo accettare il criterio che proprio a queste regioni abbandonate, che vengono sempre messe in seconda linea quando si tratta di fare programmi stradali e interventi industriali…Certo da noi è arrivato qualcuno, è arrivato il conte Rivetti a Maratea; ci sarebbe un discorso da fare su questo conte Rivetti, che è riuscito a creare un suo impero personale senza che nulla sia cambiato nelle condizioni della Basilicata.“
di Giuseppe Melillo
da controsenso del mercoledi 30 marzo
mercoledì 30 marzo 2011
IL CORTO DEL GIOVANE REGISTA BERNALDESE Primi riconoscimenti per Stand by me :
Un altro riconoscimento per il giovane regista bernaldese, Giuseppe Marco Albano, è giunto dopo la prima del suo cortometraggio del tutto originale del 16 marzo scorso a Matera.
”Stand by me”, può vantare, infatti, già tre nomination al festival di Ravello "A corto di idee": miglior corto, migliore regia, a cura di Giuseppe Marco Albano e migliore attore protagonista, l'attore materano Antonio Andrisani.
Ma c’è di più: sarà una delle attrazioni del “Tanexpo 2012”, l'esposizione internazionale di arte funeraria e cimiteriale che si tiene in primavera a Bologna. E non solo:il corto,prodotto dalla Logic Film e da Basiliciak, parteciperà ai maggiori festival nazionali e internazionali.
Il cortometraggio è una commedia grottesca che narra le vicende di un imprenditore di
onoranze funebri, il geniale Cav. Pacucci (Antonio Andrisani) il quale, attraverso un’idea alquanto
bizzarra tenterà di portare beneficio alla propria azienda e al territorio.
Questa in sintesi la trama del corto, ma da dove nasce l’idea di raccontare, in forma così originale, una storia del tutto “anomala?”
“L'idea non è mia,-afferma Giuseppe Albano- io volevo raccontare una storia su di una famiglia che lavora nel campo funerario, impresa di pompe funebri in gergo. I mio amico, nonchè scrittore Damiano Laterza, mi ha consigliato di scrivere una storia come STAND BY ME: l'idea è sua, in seguito sceneggiata da me al fianco di Antonio Andrisani, lo stesso attore protagonista del corto”
Quanto tempo hai impiegato per la sua realizzazione?
“Dalla fase di ideazione alla fase di post produzione sono passati circa 6 mesi, i tempi purtroppo sono così lunghi esclusivamente per la mancanza di fondi, avrei realizzato lo stesso in un mese se avessi avuto le spalle coperte economicamente.”
Com’è stata accolta la tua proposta di girare un corto del tutto inusuale?
“La reazione, dagli addetti ai lavori ai piccoli privati che abbiamo coinvolto nel progetto:erano molto entusiasti dell'idea della storia, perchè nuova, fresca, divertente e molto particolare, insomma raccontare la storia di un uomo che lavora nel campo funebre non è di tutti i giorni.Fortunatamente abbiamo avuto l'aiuto di piccoli privati che hanno sostenuto in diverso modo il nostro progetto.”
Tanta voglia, insomma di sostenere, il tuo progetto.Così come numerosa la partecipazione. E allora, ricordiamo i principali collaboratori?
“ Si, una partecipazione entusiasta. Ed io sono davvero orgoglioso di ciò che è stato fatto e di chi ha collaborato con me. In primis, La produzione Logic Film, l'associazione culturale basiliciak, e poi amici tra attori, attrici, tecnici e semplici assistenti, che lavorano ogni giorno e vivono di questo lavoro, perchè si,il cinema è un lavoro che va rispettato ed apprezzato come tutti gli altri normali lavori.
La gente pensa che giochiamo o addirittura siamo giovani a cui non va di faticare, noi siamo dei lavoratori come gli altri, il cinema è il nostro lavoro;raccontare le storie per cercare di cambiare qualcosa, o forse solamente per allontanare dallo stress quotidiano lo spettatore che viene a vedere il lavoro finito. Molti volontari, molti amici, non è da soli che si fa il cinema ma in tanti, bisogna essere uniti e credere sempre nello stesso identico sogno, quello del cinema indipendente. Nessuno ci sostiene, siamo noi a sostenerci da soli senza l'aiuto di nessuno. Li vorrei ringraziare tutti, e con loro, anche tutti coloro che numerosi, sono venuti a vedere la prima.”
giovedì 24 marzo 2011
L'alluvione a Metaponto:chiuso il centro operativo
venerdì 18 marzo 2011
LA CATASTROFE Coldiretti: acque violate e dimenticate
venerdì 11 marzo 2011
Servizio sanitario:"Urgenti interventi veterinari". Difficile il recupero degli animali:70 messi in salvo e 200 le carcasse.
venerdì 11 febbraio 2011
Prevenzione dei tumori:necessario colmare il gap tra nord e sud. Basilicata:la grande malata d’Italia.

Si è parlato di screening e di malattie che affliggono una numerosa fetta della popolazione lucana, venerdì scorso a Matera al convegno organizzato dalla LILT(Lega Italiana Lotta Tumori), dal titolo:”Si scrive screening si legge prevenzione tumori”, presso l’Auditorium “R. Gervasio”.
Numerosa ed attenta la partecipazione e di rilievo il parteur dei relatori:dal Pres. Naz. LILT, Francesco Schittulli a quello regionale Virgilio paradiso per ciò che concerne ”l’associazione che da anni costituisce il braccio operativo del Ministero della Salute per il suo impegno nella prevenzione”-come ha dichiarato lo stesso Schittulli.
Al tavolo erano presenti rappresentanti del mondo del volontariato (oltre alla LILT anche il Pres. Reg. AVIS Genesio de Stefano),istituzionale- l’Ass.Reg.Sanità, Attilio Martorano ed Antonio Federici, della direzione generale di prevenzione sanitaria del Ministero della salute, ed infine, anche rappresentanti della sanità lucana come Vincenzo Barile (Resp.Screening alla mammella),Rocco Maglietta (Dir.CROB Rionero)ed Angelo Sigillito (Resp.screening colon retto).
Un convegno che ha segnato un ulteriore passo in avanti nella lotta e nell’informazione sulla malattia del secolo, che di numerose vittime è troppo spesso sempre più causa nella nostra regione e in tutte le aree territoriali in cui è suddivisa.
Nel giugno 2010, infatti,sul mensile TERRA, è apparsa un’indagine effettuata dal responsabile OLA Pietro Dommarco, nella quale appaiono dei dati davvero poco entusiasmanti circa le tipologie tumorali e la loro incidenza diversificata nelle varie aree della nostra regione.(vedi BOX).
E sempre sulla stessa scia, un’altra relazione interessante effettuata dalla giornalista Maria Ingrosso circa le “malattie oncologiche” rilevava “un’allarmante aumento delle patologie tumorali in Italia”,con riferimento a dati ricavati dal Registri regionali dei tumori e dall’Istat.
Quanto è emerso è preoccupante:si registra, infatti, dal 1970 al 2010, una diminuzione dell’incidenza dei tumori sulla popolazione italiana che è in netta contraddizione con la tendenza lucana. Nel senso che, mentre nel resto d’Italia e nelle regioni a noi limitrofe, si registra una diminuzione anche di casi di morte dovuti a malattie tumorali, in Basilicata avviene il contrario.
I fattori che influenzano queste patologie sono molteplici:cattiva alimentazione, cattivo stile di vita o ancora cattiva condizione ambientale.
Come ridurre questo preoccupante problema? Sicuramente, per ridurre l’incidenza dei tumori nell’ ”isola felix” lucana è importante una buona prevenzione. La Regione Basilicata, dal 1991 porta avanti una campagna gratuita di prevenzione con pap-test a cui sono sottoposte donne oltre i 30 anni e mammografie per donne oltre i 50 anni da effettuarsi presso le strutture pubblica.
Un’importante iniziativa che affianca altri 2 fondamentali protocolli d’intesa sottoscritti dalla LILT regionale con la Regione Basilicata e con l’AVIS regionale. La collaborazione tra le istituzioni e il mondo del volontariato sembra quindi dimostrarsi un punto di forza nella lotta ai tumori, così come dichiarato dall’Assessore Regionale Attilio Martorano che ha sottolineato la necessità di investire nel sistema di rete rappresentato dall’associazionismo: “ Abbiamo fatto molto in questi anni e possiamo migliorare implementando l’azione corale, come dimostra il protocollo firmato con la LILT .” Mentre il presidente regionale dell’Avis Genesio De Stefano precisa che: “ Serve una nuova cultura della solidarietà in una rete fatta di consapevolezza e di reciprocità”.
Da tutto ciò si nota che vi è la necessità e si avverte l’importanza di un vero percorso culturale in direzione di una sempre maggior diffusione degli strumenti di prevenzione e di rafforzare la collaborazione tra gli attori del mondo sociale e istituzionale. L’obiettivo comune è che l’attuale tendenza di crescita delle patologie tumorali in Basilicata, a differenza di molte altre regioni italiane, possa essere invertita e come dichiarato dal presidente nazionale della LILT, Schettini” il gap che divide il nord e il sud possa essere colmato”. Ma questa volta il federalismo c’entra poco.
TIPOLOGIE TUMORALI IN BASILICATA
Secondo l’inchiesta del mensile Terra
Di Pietro Dommarco
|
Lagonegrese e area Sud | incremento di tutte le forme di cancro | sia per i maschi che per le femmine |
|
Metapontino | Aumento tumori tiroidei | abbassamento notevole dell’età dei pazienti |
| Basso Sinni | tumore alla mammella |
+46.9 |
| Collina Materana | tumore al colon | +20.8 uomini |
| Basso Basento Melandro |
tumore al colon |
donne |
| l’Alto, il Medio Basento ed il territorio del Bradano |
tumore alla prostata |
+42.2 |
| Vulture | tumore alla prostata |
+84.2 |
| Area Basentana | -linfoma non -Hodgking leucemia mieloide | +28.7 per i maschi, +5 per le femmine tra i 40 e i 70 anni |
| Val d’Agri Val Camastra | leucemia mieloide non ereditaria | aumenti medi pari a 10.3. |
| Viggiano, Vulture, Meandro, Val Sarmento |
tumore al pancreas | +16, +15, +17.1, +8.5, +4.6 |
da Controsenso del 9 febbraio 2011
mercoledì 26 gennaio 2011
Ucciso dal male cui aveva dedicato la vita
articolo del 26 gennaio-Controsenso-Il Dott.Ricciuti, Presidente dell'AIL stroncato da una leucemia fulminante.
Il lutto del volontariato.
Attestati di stima e di cordoglio da parte del mondo istituzionale, sanitario e del volontariato sono giunti appena la notizia della scomparsa del Dott. Francesco Ricciuti,è stata diramata.
Si è spento il 18 gennaio scorso, a Milano, dove stava combattendo contro il male che per tanti altri aveva imparato a contrastare.
Ematologo, ricercatore ed uomo impegnato nel mondo del volontariato-fondatore nel 1995 dell’Associazione Italiana Leucemia sezione di Potenza - ha rappresentato un grande punto di riferimento per la sanità lucana e non solo.
Da attento interlocutore nella discussione sul piano sanitario regionale del 1997, come pure la sua prestigiosa attività di medico e ricercatore all’ospedale San Carlo di Potenza, aveva ben compreso la necessità di rendere il servizio sanitario più efficace attraverso la collaborazione sinergica tra il mondo sanitario e quello del volontariato.
Con la sua direzione di consulente scientifico e con la collaborazione di medici specializzati ed infermieri professionali, l’AIL iniziò a svolgere il servizio di assistenza domiciliare gratuita per gli omeopatici residenti non solo nel capoluogo potentino ma anche nei paesi della provincia.
Da allora, l’obiettivo di favorire il miglioramento dei servizi e dell’assistenza socio-sanitaria ai pazienti potentini promosso dall’associazione ,ha ampliato il proprio campo di azione offrendo sostegno anche ad ammalati provenienti da paesi esteri quali Albania, Iraq, Eritrea.
Ma non solo: con l’istituzione della Casa AIL, l’associazione ospita gratuitamente i familiari degli ammalati ricoverati presso l'Ematologia dell'Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza, offrendo un’opportunità a tante famiglie che hanno trovato un sostegno certo.
In tal senso, la mission dell’associazione si è rivelata interessante e di forte sostegno sociale in quanto la collaborazione tra le due realtà, quella del volontariato e quella sanitaria ha fatto si che ci fosse un’ efficace interazione tra i modus operandi e agendi delle stesse.
Infatti,l’AIL Potenza, facendosi carico delle necessità degli ammalati, ha acquistato e installato gli impianti necessari per realizzare 4 camere sterili necessarie per l’autotrapianto di midollo osseo, mettendo a disposizione dell’Azienda Ospedaliera S. Carlo una cospicua somma di denaro al fine di rendere efficace e continuativa l’offerta al paziente.
Inoltre,precedentemente, l’AIL aveva donato alla Divisione di Ematologia macchine ed attrezzature per effettuare il medesimo tipo di trapianto.
tutto questo inserito in un progetto più ampio dove l’assicurare una formazione di alto profilo medico scientifico agli operatori sanitari, era, come poi si è rivelato essere, un importante passo in avanti nella ricerca delle cure per i malati leucemici.
L’evoluzione del progetto ha poi trovato riscontro in quella che è stata la scelta concertata dall’Azienda Ospedaliera e dall’AIL, di avviare un gemellaggio con l’Istituto di Ematologia dell’Università degli Studi di Perugia.,senza dimenticare l’importante supporto psicologico ai pazienti in trattamento ed ai loro familiari. Dal 2002, l’AIL Potenza, avvalendosi della collaborazione di una psicologa, assicura un valido supporto psicologico agli ammalati e alle loro famiglie, soprattutto laddove sono presenti sintomi di particolare fragilità e vulnerabilità. L’assistenza psicologica viene offerta presso l’U.O. di Ematologia dell’Ospedale San Carlo di Potenza, presso la Casa AIL e a domicilio dei pazienti e dei familiari a Potenza e in tutti i paesi della provincia. Inoltre dal marzo 2005 è attiva una convenzione con l’Università La Sapienza di Roma, per lo svolgimento del tirocinio dei laureati in psicologia.
Tutto questo, fino a qualche giorno fa , grazie anche al supporto e alla grande umanità e professionalità del Prof. Ricciuti, testimone di vita e di professionalità al servizio della genteUn anno all’insegna del “Sangue Donato”: il volontariato oltre se stesso.
articolo del 5 gennaio 2011-Controsenso-
“La solidarietà è ovunque”: è lo slogan con il quale la Fidas di Bernalda e Metaponto ha salutato l’anno appena concluso e quello che è appena entrato.
E lo ha fatto attraverso una partecipata donazione di plasmaferesi nel dicembre scorso e con la 3° edizione del trofeo Metabos, importante manifestazione interregionale di Cyclocross organizzata in collaborazione con la Soprintendenza dei Beni Culturali, l’associazione sportiva re-Cycling di Bernalda e quelle ciclistiche di Puglia e Basilicata, il tutto in una cornice davvero suggestiva qual è quella offerta dalla collinetta artificiale che circonda il Museo di Metaponto.Quasi a ricordare le radici di questa parte di regione che affondano nella più antica storia dei tempi e dei giochi della Magna Grecia.
Una gara che ha visto le diverse associazioni di ciclo sport, coinvolte per una tre giorni in un programma fatto di visite guidate al Museo di Metaponto e ai Sassi di Matera, unite alla donazione di sangue nella sede della Fidas di Metaponto.
Un connubio in cui sempre più la Fidas crede e scommette, puntando sul territorio e sulla società tutta perché il messaggio della donazione del sangue venga da tutti recepito come bene comune e di indispensabile valore collettivo.
E lo dimostrano il numero delle manifestazioni e delle donazioni che hanno caratterizzato questi 16 anni di associazionismo.”Constato con orgoglio che abbiamo registrato un incremento del 10% di donazioni di sangue rispetto all’anno scorso e del 15 % di plasma;-afferma il Presidente Regionale Fidas, Paolo Ettorre - il tutto, maggiormente, se si considera l’importante lavoro di rete e collaborazione con tutti gli attori del territorio, a partire dalla istituzioni fino alle altre associazioni che condividono con noi il grande valore del dono volontario.
E’ grazie ai tanti donatori che fanno parte della nostra associazione, che siamo anche riusciti con grande orgoglio a sopperire alla mancanza di autosufficienza di sangue di cui, regioni come il Lazio, ad esempio,soffrono. Infatti, la Basilicata cede per compensazione circa 4000 sacche di sangue all’anno al Lazio e, una grande parte di queste sacche ci vengono fornite proprio da quelle che sono le sedi più attive della nostra provincia come ad esempio Metaponto, Bernalda, Salandra Grassano ed Irsina.
E se si tiene conto che la nostra associazione, vede un numero sempre più crescente di volontari impegnati ad aprire una sede associativa lì dove non esiste, questo si che è un grande motivo di fierezza per tutta la collettività lucana.”
Ne è un esempio la neonata associazione “Give Life”, la federata Fidas di Scanzano Jonico che, alla sua prima giornata di dicembre, ha registrato un alto numero di donazioni, e conta di coinvolgere sempre più volontari.
In effetti, se da una parte la politica e la società sembrano non accorgersi della ricchezza data dall’attivismo dei volontari , dall’altra vi è una grande realtà che in maniera silenziosa si adopera per mantenere alti quei valori di solidarietà e di civiltà tipici del popolo italiano.
Ed è in tal senso che le reti di volontariato che si sono formalizzate e nelle quali la Fidas ne è parte integrante, trovano terreno fertile per operare secondo la propria mission associativa orientando la propria azione verso i bisogni collettivi. Perchè, in una regione in cui molte sono le problematiche sociali, solo l’unione di tante forze collettive associazionistiche unite a quelle istituzionali, possono fornire l’alternativa e proporre una nuova visione di welfare di cui sempre più il popolo lucano necessita.
Perché se i problemi sono tanti, la solidarietà è ovunque. Basta crederci
