venerdì 11 marzo 2011

Agricoltura in ginocchio.Parla il prseidente di una organizzazione,l'OP Esedra, Franco Musillo.Danni ingenti al 50%delle colture.Per ora.

da Controsenso del Mercoledì del 9 marzo 2011


L’alluvione dei giorni scorsi ha provocato incenti danni all’agricoltura.
Un settore che da sempre costituisce l’anima e l’economia sia del metapontino  che dell’intera regione.
Un settore che nonostante i continui sforzi stenta, soprattutto nell’era della globalizzazione e della crisi, a produrre i risultati aspettati.
Risultati che sarà difficile perseguire dopo l’onda distruttrice che ha divorato intere piantagioni.
I raccolti ormai sono andati persi e i campi e le strutture fortemente danneggiate. Di questo la Regione Basilicata è consapevole, ed è proprio in tal senso che ha dichiarato lo stato di calamità naturale e  chiesto al Governo, in base alla legge 580, di accogliere  l’istanza e di intervenire, con tutte le risorse possibili, umane, economiche e strumentali, in tempi brevi.
Intere colture distrutte, dicevamo. Già il 2 marzo scorso molte le segnalazioni pervenute dai tecnici di Consorzi tra cui la Op Esedra, che dichiaravano, da una prima indagine effettuata nei campi delle associate, un danno ingente al 50% delle colture e degli impianti arborei, come dichiarato dal Presidente Franco Fusillo.
“La nostra organizzazione ha attivato nell’immediato, il servizio interno per valutare lo stato delle aziende nostre associate. Dal resoconto si evince che le colture in corso di raccolta, finocchio,cavolfiori ed arance sono del tutto sommerse dall’acqua esondata dai fiumi Bradano, Basento e Cavone. Le stesse strutture frutticole sono a “bagno maria” e quindi si può facilmente immaginare quale e quanta sarà la produzione eventualmente di qualità da allocare sui mercati.”
Un mercato messo in ginocchio e una raccolta già commerciata, a principio di campagna, che non si sa potrà essere garantita, dunque. Uno stato di estrema gravità maggiormente significativo se si tiene conto che ha interessato non solo le colture ma “ le stesse strutture operative aziendali,strade, poderi e consortili, attrezzature e le stesse dimore   di chi, per tutto l’anno solare presidia il territorio oltre che produrre per il settore primario”.
Certo è che un primo bilancio è stato fatto e non  lascia molti dubbi sulla gravità della situazione.
“Ma la quantificazione dei danni-continua Fusillo- sarà possibile solo quando l’emergenza sarà finita. Solo allora, potremmo anche delimitare le zone colpite.”
Lo stato di emergenza è ancora in atto e tecnici e operatori sono in allerta e lavorano 24 ore su 24

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