La Regione Basilicata ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la così detta “tassa sulle disgrazie”, ossia quella norma introdotta dal Governo col decreto legge 225 del 29 ottobre 2010 (il così detto “mille proroghe”) poi convertito nella legge 10 del 26 febbraio scorso, che prevede che in caso di calamità naturali, prima di poter accedere al fondo nazionale di protezione civile, la Regione che ne è vittima debba far fronte ai relativi costi provvedendo a disporre “aumenti, sino al limite massimo consentito dalla vigente legislazione, dei tributi, delle addizionali, delle aliquote ovvero le maggiorazioni di aliquote attribuite alla regione, nonché ad elevare ulteriormente la misura dell’imposta regionale di cui all’art.17, comma 1 del decreto legislativo 21 dicembre 1990, n.398 (ossia quello sulle accise per i carburanti), fino ad un massimo di cinque centesimi per litro, ulteriori rispetto alla misura massima consentita”.
La Regione Basilicata, con l’alluvione dello scorso 1 marzo che ha creato forti danni in particolare nel Metapontino, sarebbe stata la prima regione a dover applicare tale norma, con la conseguenza paradossale non solo di tassare ulteriormente chi aveva subito danni, ma anche che di far pagare i carburanti più che nel resto d’Italia al territorio che maggiormente contribuisce all’approvvigionamento energetico del Paese.
Così la Giunta regionale, nel corso della seduta dello scorso 18 aprile, ha deciso di costituirsi in giudizio innanzi alla Corte Costituzionale per impugnare il provvedimento. Ad avviso dell’esecutivo lucano, la norma del “mille proroghe” sarebbe in contrasto con ben 4 articoli della Costituzione e precisamente gli articoli 1, 3, 118 e 199.
Il ricorso alla Costituzione, firmato da due avvocati della stessa Regione, il dirigente dell’Ufficio Legale, l’avvocato Antonio Pasquale Golia, e l’avvocato Maurizio Roberto Brancati, evidenziano, tra l’altro, come la norma impugnata prevede che l’accesso al Fondo nazionale possa avvenire o quando i mezzi della Regione siano insufficienti o quando ci si trovi di fronte a eventi straordinari di “rilevanza nazionale”, ma osserva come questa seconda ipotesi venga lasciata a un “apprezzamento politico che faccia ritenere l’evento d’importanza tale da meritare un intervento di solidarietà dell’intera comunità nazionale” creando una disparità tra questi eventi, che, con decisione del Governo, sarebbero posti a carico dell’intera collettività nazionale, e quelli che sarebbero lasciati al solo finanziamento delle Regioni. La norma, sostengono inoltre i due legali, vedrebbe “l’autonomia finanziaria delle Regioni lesa dalla costrizione a promuovere l’aumento del gettito tributario pena l’impossibilità di poter avanzare richiesta di accesso al fondo nazionale” e non rispetterebbe il dettato costituzionale con “una disciplina che scarica solo su di una parte istituzionale il peso economico di azioni volte a fronteggiare emergenze naturali assolutamente di forza maggiore e acclarati quali eventi che, per intensità ed estensione, debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari”.
“Quello che abbiamo messo in campo – ha spiegato il presidente della Regione Vito De Filippo – è un atto volto alla tutela della legge e dell’Unità nazionale che non può essere in alcun modo essere letto come atto ostile a qualcosa o a qualcuno e significativo in tal senso è il fatto che procediamo parallelamente sulla stessa strada del ricorso alla Corte Costituzionale con altre Regioni di orientamento politico tra loro differente, come l’Abruzzo e le Marche. Ciò che ci ha spinto a questa decisione – ha aggiunto De Filippo – è per un verso il voler tutelare anche in questo caso un principio di eguaglianza tra i territori e di unitarietà del Paese, e per l’altro la necessità di risarcire i danni che il territorio, gli agricoltori, gli operatori economici e i cittadini della Basilicata hanno subito a seguito dell’alluvione dello scorso marzo. Lo straordinario impegno messo in campo a livello lucano, per il quale ringrazio l’intera giunta a partire dagli assessori alla Protezione Civile Rosa Gentile e all’Agricoltura, Vilma Mazzocco, le ingenti risorse messe subito a disposizione pur nelle ristrettezze del bilancio regionale, l’impegno indistinto dei parlamentari lucani, di tutti gli schieramenti, da soli non bastano a risollevare famiglie e aziende messe letteralmente in ginocchio da quell’evento calamitoso. E non possiamo accettare il rischio che si paghi una posizione ideologica di chi vuole sperimentare la ‘tassa sulle disgrazie’ sulla pelle dei lucani, contro ogni logica e contro anche la ragionevolezza con cui la stessa Regione Basilicata si è proposta di coprire, con fondi propri, la somma che sarebbe possibile recuperare con la maggiore tassazione su quella che è la regione a minor gettito imponibile d’Italia. Il ricorso alla Corte Costituzionale per far valere le proprie Ragioni contro un’altra istituzione dello Stato non è mai una cosa semplice o un motivo di soddisfazione, ma, con senso di responsabilità, abbiamo intrapreso questa strada a tutela degli interessi dei lucani, oggi, e dell’Intero Paese in generale perché non ce ne erano più altre”.
"Nel mondo non ci sono mai state due opinioni uguali. non più di quanto ci siano mai stati due capelli o due grani identici: la qualità più universale è la diversità."
Visualizzazione post con etichetta regione basilicata. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta regione basilicata. Mostra tutti i post
martedì 26 aprile 2011
giovedì 24 marzo 2011
L'alluvione a Metaponto:chiuso il centro operativo
da Controsenso del mercoledi del 21 marzo 2011
Terminata la prima fase dell’emergenza restano tutti i drammatici problemi denunciati.
Parla il dirigente della Protezione civile, ingegner Basile
Si è chiuso ieri pomeriggio il COM(Centro Operativo Misto), che ricordiamo essere la struttura operativa comprensoriale istituita ed attivata immediatamente dalla Regione per far fronte all’emergenza dell’alluvione che ha colpito il materano lo scorso 1°marzo.
La decisione è stata presa da tutte le figure che hanno rappresentato le funzioni di supporto attivate in questi giorni e convocata nella sede del Prefetto in tarda mattinata, alla quale ha preso parte anche il Dirigente dell’Ufficio Regionale della Protezione Civile, l’ Ing. Giuseppe Basile, cui è stato chiesto di fornirci delle informazioni in merito alle decisioni prese ieri in seno alla riunione.
“Il COM è stato gestito per 10 giorni interamente dalla Regione che nell’immediato ha attivato tutti i canali per assicurare la rapidità degli interventi e il coordinamento delle forze sociali ed istituzionali che ne facevano parte, contattando tutti i sindaci dei comuni delle aree colpite e le associazioni di volontariato e della protezione civile a soccorso ed ausilio delle popolazioni interessate. Dopo questi primi giorni ,il compito di seguire e coordinare le azioni di intervento è stato assunto dalla Prefettura, che ha assicurato gli interventi necessari in collaborazione anche delle forze dell’esercito che il 4 marzo sono intervenuti a sostegno delle popolazioni,con la presenza sia in una prima fase dei Geni Guastatori,composto da 66 militari che avevano il compito di esplorare le zone colpite registrandone le problematiche, sostituiti, in una seconda fase, dal Corpo dei Genieri, 57 militari che operavano dedicandosi al lavoro di ripristino delle arginature e delle piste interrotte.
La loro presenza come quella del Com, si è ritenuta oggi, non più necessaria, in quanto la prima parte di azione di emergenza si è risolta in termini positivi.”
A chi di devono rivolgere i cittadini interessati oggi?
“Il compito ora passa ai Comuni interessati. La Regione Basilicata, però, assicura la sua presenza quotidiana a supporto delle attività anche dei volontari chiamati e ancora presenti in aiuto ai cittadini. Tra queste associazioni è importante ricordare e ringraziare l’importante contributo offerto dalla Croce Rossa,quella di protezione civile di Montalbano -solo per riocrdarne alcuni-e non meno importante, il Gruppo Lucano di Protezione Civile,un’associazione in possesso sia delle professionalità necessarie ad intervenire in casi di calamità eccezionali come quello che si è verificato 20 giorni fa, sia in possesso di mezzi di proprietà finanziati dalla Regione Basilicata.
Anche grazie al loro aiuto, per salvare vite umane ,e soprattutto quelle di una famiglia che non voleva lasciare l’ abitazione, un gruppo di 5 volontari, dicevo, sono stati investiti da un’ondata d’acqua e per salvarsi si sono aggrappati a dei rami di alberi fino alle 5 del mattino successivo, quando un canotto li ha tratti in salvo. Di questo nessuno ha fatto menzione e sono fortemente convinto che debbano essere ringraziati e meritino un riconoscimento.
Può farci un primo bilancio a 20 giorni dall’evento calamitoso?.
“Non si è avuta la possibilità di fornire nell’immediatezza ai cittadini interessati e alle comunità colpite delle informazioni compiute soprattutto a causa della limitatezza delle fonti data dalla stampa che ha evidenziato una visione parziale della situazione. Il quadro e la visione d’insieme della stessa invece,la Regione, ce l'ha sempre avuta completa ed ha evidenziato e messo a nudo le situazioni critiche del territorio e gli effetti dell’antropizzazione. Ha significato essere un evento di natura nuova e straordinaria per la nostra regione, tenendo conto che non è stato l’unico evento che si è verificato in questo periodo.”
A cosa si riferisce e quali sono state le reazioni e gli interventi della Regione in questi casi?
“In effetti si sono verificati ben 3 eventi meteorici da novembre a marzo, di particolare intensità.
Il primo riguarda il 2novembre seguito da quello del 18 febbraio ed infine del 1°marzo. Tre date topiche i cui avvenimenti si sono ripetuti su un territorio che presenta la sua particolare fragilità.
In occasione dei primi 2 eventi, la Regione inviò già al Governo nazionale la sua dichiarazione di emergenza,che riguardava per di più le infrastrutture colpite nella zona del materano. A marzo, invece,i 100 ml di pioggia caduta hanno messo a dura prova il territorio, quello metapontino, che presenta delle forti criticità e fragilità, note come zone ad alto rischio di alluvione, da tenere in costante osservazione.”
A proposito di costante monitoraggio del territorio, i Comuni sono pronti ad agire tempestivamente in casi di emergenza?
“Questo è un dato importante da rilevare. Bisogna innanzitutto dire, che i comuni devono per legge, definire un Piano Comunale di Emergenza, costantemente aggiornato, al quale far riferimento in casi come questi. E’lo strumento obbligatorio, dicevo, previsto dalla legge, che individua le aeree sottoposte a rischio. Bernalda, ad esempio è sottoposta a rischio esondazione dei fiumi e dovrebbe costantemente monitorarli al fine di comprendere ante tempo e arginare i danni che potrebbero derivare. Nel metapontino, ad esempio,solo Rotondella e Scanzano si sono dotati di questo importantissimo atto.
E comunque, anche in mancanza di esso, si è riusciti ad attivare azioni immediate. In particolare, nella zona più colpita, contrada Tarantini, contrada Serramarina, situate nelle vicinanze del fiume Bradano che ha investito e distrutto le abitazioni di famiglie,è stato possibile salvare la vita di questa gente grazie al sistema di allertamento dei volontari di Legambiente, Vigili del Fuoco ed altri volontari della Protezione Civile, che ha funzionato ottimamente, permettendo di raggiungere l’obiettivo.
Per cui, tutte le azioni di intervento urgente, in questa situazione, è stato possibile,soprattutto grazie alla capacità delle Regione a mettere in campo tutte le forze e le azioni possibili per comprendere e permettere un celere intervento. L’auspicio è che tutte le amministrazioni comunali si dotino nel più immediato possibile di questo piano che serve in maniera incisiva per coordinare e valutare, in maniera più dettagliata, anche le azioni da mettere in campo.”
Qual è lo scenario che si prospetta oggi? Cosa ci si deve aspettare?
“C’è da dire innanzitutto che dopo la dichiarazione del 10 marzo di stato di calamità naturale da parte del Governo, si attende che da parte del Presidente del Consiglio venga emanata l’ordinanza che ci fornisce le indicazioni sulle misure necessarie da adottare e nomini un Commissario Delegato.
E’ importante ricordare sottolineare che tutti gli interventi fin’ora eseguiti sono stati a completo carico dell’ente regionale , il quale, oggi ha in suo possesso tutta la documentazione filmata e fotografica che fornisce un’idea dettagliata del fenomeno.
Si è provveduti ad individuare le situazioni di peggiore criticità al fine di indirizzare gli interventi successivi in maniera forte e definitiva, tra cui:
-situazione viaria(strade statali, comunali, viadotti….)
-corsi d’acqua( mancata attenzione da quasi 20 anni per il controllo, la manutenzione dei corsi di fiumi, estrazioni, realizzazioni manufatti…)
-elevata vulnerabilità del territorio;
-soggetti privati e imprenditoriali colpiti che necessitano di risposte concrete in tempi rapidi;
-e non ultimo il fenomeno dell’erosione costiera che si è accentuato e che mette a dura prova tutto il comparto turistico del territorio.
Bisogna, ora, mettere mano agli interventi urgenti e il commissario delegato sarà chiamato redigere un piano di interventi urgenti per la riduzione del rischio residuo e di ripristino.
Sicuramente i bisogni e le difficoltà della gente colpita rappresentano il primo problema da risolvere. Stiamo lavorando e concentrando le forze per rispondere ai bisogni nel più immediato possibile. “
Antonella Melillo
Iscriviti a:
Post (Atom)